Iran, Trump sta perdendo la pazienza e minaccia il «colpo finale» se dovessero saltare i negoziati
Donald Trump potrebbe perdere la pazienza. Il presidente americano si è mostrato irritato dall’atteggiamento tergiversante dell’Iran sull’eventualità di avviare dei negoziati con Washington. «Gli iraniani farebbero meglio a prendere la cosa sul serio al più presto, prima che sia troppo tardi, perché una volta che succederà, non ci sarà più possibilità di tornare indietro, e non sarà una bella cosa», ha dichiarato poco fa su Truth. D’altronde, sempre poche ore fa, un funzionario iraniano ha bollato la proposta di pace statunitense come «unilaterale e ingiusta». «In sintesi, la proposta suggerisce che l’Iran rinuncerebbe alla sua capacità di difendersi in cambio di un vago piano per la revoca delle sanzioni», ha anche affermato, per poi aggiungere: «Non c’è ancora alcun accordo per i negoziati e nessun piano per i colloqui sembra realistico in questa fase». Parole, queste, che non devono essere piaciute granché alla Casa Bianca. Mercoledì, era infatti stato riportato che Trump avrebbe intenzione di avviare dei colloqui con gli iraniani nel fine settimana in Pakistan.
In questo quadro, Axios ha riferito che, se la situazione diplomatica con l’Iran non dovesse sbloccarsi e lo Stretto di Hormuz dovesse continuare a restare de facto chiuso, gli Stati Uniti sarebbero pronti a sferrare un «colpo finale» al regime khomeinista. In particolare, la Casa Bianca starebbe vagliando quattro opzioni. La prima sarebbe la conquista dell’isola di Kharg, da cui dipende circa il 90% delle esportazioni petrolifere di Teheran. La seconda prevedrebbe invece l’occupazione dell’isola di Larak, che ospita i radar e le basi per controllare Hormuz. Una terza ipotesi sarebbe poi quella di prendere possesso dell’isola di Abu Musa, tramite cui gli iraniani possono fondamentalmente controllare le navi in uscita dal Golfo Persico. L’ultima opzione sul tavolo, infine, sarebbe quella di sequestrare le petroliere che traportano greggio iraniano. In tutti questi casi, ha riferito Axios, lo scopo potrebbe essere o quello di rafforzare la posizione negoziale di Washington in vista delle trattative oppure quello di consentire a Trump di dichiarare unilateralmente la vittoria e di cessare le ostilità. Non solo. Secondo la testata, la Casa Bianca starebbe anche ipotizzando di impossessarsi dell’uranio arricchito iraniano e di bombardare i siti atomici del regime.
La situazione, insomma, sta attraversando una fase delicata. Il regime khomeinista è sempre più spaccato internamente tra un’ala dialogante e un’altra che, capeggiata dai pasdaran, invoca la linea dura nei confronti di Washington. Adesso, l’ulteriore irrigidimento di Teheran sta facendo spazientire il presidente americano, che ha bisogno di concludere il conflitto in fretta per cercare di arginare l’incremento dei prezzi dell’energia: un tema, questo, particolarmente delicato per il Partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre. Insomma, se lo stallo diplomatico dovesse proseguire, l’inquilino della Casa Bianca sarebbe pronto a tornare a usare la forza.
