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Lotta all’evasione, nel 2025 recuperati dall’Agenzia delle Entrate 29 miliardi: “Nuovo record”. Meno entrate dalle rottamazioni

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L’Agenzia delle Entrate festeggia il 25esimo compleanno annunciando un nuovo primato di recupero dell’evasione: 29 miliardi nel 2025, contro i 26,3 del 2024. La cifra sale ai 36,2 miliardi (+8%) rivendicati dal direttore Vincenzo Carbone e dalla premier Giorgia Meloni, che ha inviato un videomessaggio all’evento di presentazione dei dati alla Camera, se si considerano anche i 7,2 miliardi recuperati dall’Agenzia della riscossione per conto di Inps, Inail, enti locali, ministeri. “Cifra record, il dato più alto di sempre”, ha esultato la leader di FdI, aggiungendo che è “oltre il 43% in più rispetto al 2022, quando il governo si è insediato”, anche se tenendo conto dell’inflazione del biennio ’22-’24 il progresso è molto inferiore. Poi ha dato il merito alla “riforma fiscale che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo e che non era più rinviabile”: quella nel cui ambito sono stati approvati la riduzione delle sanzioni con depenalizzazione dell’omesso versamento di Iva e ritenute per chi sta pagando a rate, il fallimentare concordato preventivo biennale, l’ampliamento alle medie imprese della cooperative compliance, la revisione della riscossione. Misure affiancate da due rottamazioni delle cartelle e, nel 2023, da diversi condoni.

Per capire la portata del risultato una premessa è d’obbligo: il “recupero” non ha nulla a che vedere con l’andamento dell’evasione, il cui ammontare viene quantificato ogni autunno da una commissione di esperti nominati dal Mef partendo dai conti nazionali stima la cifra sottratta al fisco tre anni prima. L’ultima relazione ha attestato che nel 2022 il nero è tornato in valore assoluto sopra quota 100 miliardi, dopo la discesa del 2020 e 2021 legata al calo del pil post pandemia, pur calando in termini relativi. Non solo: i dati “record” non dicono quanti soldi in più lo Stato abbia effettivamente a disposizione per abbassare le tasse a chi le paga. Questo dipende dall’alimentazione del Fondo per la riduzione della pressione fiscale, che raccoglie solo le maggiori entrate permanenti determinate dalla riduzione del tax gap. Lo scorso autunno il Dipartimento delle Finanze del Mef aveva già concluso che, per quell’anno, non sarebbe stato possibile alimentarlo perché non si erano verificate le condizioni.

Dal recupero ordinario 26,1 miliardi

Tornando ai numeri, che secondo la premier derivano dalla decisione di “sanzionare chi vuole fare il furbo e aiutare chi è onesto ma si trova in difficoltà e va messo nelle condizioni di poter pagare ciò che deve”, per fare ordine conviene esaminare le singole componenti partendo dal cosiddetto recupero ordinario, cioè quello legato ad azioni messe in campo attivamente all’Agenzia. Lo scorso anno è arrivato a quota 26,1 miliardi dai 22,8 del 2024. I versamenti diretti dei contribuenti che hanno ricevuto dall’Agenzia un atto su irregolarità nelle dichiarazioni sono ammontati a 15,9 miliardi contro i 12,6 dell’anno prima, mentre 6,9 miliardi sono rientrati attraverso cartelle di pagamento (5,7 l’anno prima) e 3,3 da attività di promozione della compliance. Nonostante i 3 milioni di lettere bonarie inviate nel 2025 per segnalare anomalie, omissioni o infedeltà dichiarative e invitare a pagare il dovuto, questa voce è sensibilmente diminuita rispetto ai 4,5 miliardi del 2024. Secondo Carbone il calo “ha un’accezione positiva” perché con il nuovo contraddittorio preventivo obbligatorio “il baricentro del confronto è stato definitivamente anticipato in una fase che precede non solo l’accertamento ma anche eventuali iniziative di stimolo alla compliance“.

Calano i proventi da rottamazioni

È sceso del 17%, a 2,9 miliardi, anche il recupero da misure straordinarie. Lì dentro non si vedono ovviamente – è entrata in vigore l’1 gennaio – i risultati della rottamazione quinquies, quinta edizione delle “definizioni agevolate” che consentono di versare il dovuto senza interessi, sanzioni e aggio, riducendo gli incassi per lo Stato rispetto a quelli previsti in assenza di sconti. Ma hanno ancora un peso i ricavi dalla rottamazione quater: con il Milleproroghe 2024 sono infatti stati riammessi alla definizione agevolata delle imposte non pagate i contribuenti che erano decaduti per non aver versato quanto concordato con il fisco. Hanno potuto mettersi in regola versando il dovuto entro l’aprile 2025 o in 10 rate.

Passando alla riscossione, cioè la fase in cui il fisco dovrebbe dimostrarsi in grado di far pagare chi ha evaso, l’AdeR ha incassato nel complesso 16,8 miliardi di euro, +5% rispetto all’anno precedente.

Giorgetti: “Le entrate vanno rese strutturali”

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che era alla cerimonia per i 25 anni dell’Agenzia, ha evitato eccessi di trionfalismo: la “sfida che abbiamo davanti”, ha detto, è “consolidare nel tempo il rafforzamento delle entrate derivante dal contrasto all’evasione, rendendolo stabile e strutturale”. Il titolare del Mef è però partito da un commento sull’aumento delle entrate fiscali negli ultimi anni per ricordare che “spesso questo fenomeno viene associato a un aumento dei livelli impositivi sui lavoratori” e affermare che “l’associazione non è corretta” perché quella crescita è stata “sostenuta dall’incremento dell’occupazione e dei salari, così come dai progressi ottenuti nell’emersione del lavoro nero”. La spiegazione è la stessa arrivata da Meloni messa di fronte ai dati sull’aumento della pressione fiscale, ma non regge: nel 2024 l’aumento delle imposte dirette, indirette e in conto capitale è stato trainato proprio, secondo molti economisti, dal cosiddetto drenaggio fiscale a carico dei lavoratori dipendenti. Nel 2025, quando la pressione fiscale è salita ai massimi dal 2014, a pesare sul dato calcolato dall’Istat è stato soprattutto il forte aumento delle entrate in conto capitale per effetto dei contributi a fondo perduto dell’Unione europea legati al Pnrr.

L'articolo Lotta all’evasione, nel 2025 recuperati dall’Agenzia delle Entrate 29 miliardi: “Nuovo record”. Meno entrate dalle rottamazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.






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