Minacce, botte e l’auto rubata: a processo l’ex marito
Voghera. Minacce di morte, aggressioni fisiche, insulti ripetuti e perfino il furto dell’auto dell’ex compagna: è questo, in estrema sintesi, il quadro accusatorio al centro del processo che si apre davanti al tribunale monocratico di Pavia, con il giudice Gaetano Alemanna. Sul banco degli imputati un uomo italiano di 32 anni, mentre la persona offesa è una donna di 36 anni: dalla loro relazione hanno avuto delle figlie. Per tutela delle minori e della parte offesa omettiamo il nome dell’imputato.
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I fatti contestati si collocano in un arco temporale preciso, compreso tra luglio 2025 e novembre 2025. A sostenere l’accusa è il pubblico ministero Michele Paternò, che ha disposto il giudizio immediato ritenendo gravi e già ben delineati gli elementi raccolti durante le indagini. Secondo la procura, la vicenda si sviluppa in una spirale crescente di comportamenti persecutori iniziati dopo la fine della relazione tra i due. Telefonate insistenti, decine di messaggi quotidiani e note vocali cariche di insulti e minacce avrebbero scandito per mesi la quotidianità della donna, fino a provocarle – viene contestato – un perdurante stato di ansia e paura.
Le contestazioni della procura
In più occasioni, sempre secondo l’impostazione accusatoria, si sarebbe passati dalle parole ai fatti. La donna avrebbe subito schiaffi al volto, spintoni e uno sputo al culmine di una lite particolarmente accesa. In un altro episodio, ritenuto tra i più gravi, l’uomo avrebbe afferrato un coltello da cucina con una lama di circa 30 centimetri, puntandolo verso di lei in modo minaccioso durante una discussione degenerata, alimentando ulteriormente il clima di paura.
Non mancano poi episodi di danneggiamento e intrusione. L’imputato si sarebbe presentato più volte sotto casa dell’ex compagna, prendendo a calci la porta e il muro dell’abitazione, urlando e lanciando oggetti contro le finestre nel tentativo di costringerla a uscire o ad aprire. Comportamenti che, secondo l’accusa, avrebbero contribuito a destabilizzare la donna, inducendola a modificare le proprie abitudini di vita per evitare incontri e situazioni di rischio. Tra i capi di imputazione compare anche la sottrazione dell’auto della donna: dopo averla individuata parcheggiata nei pressi dell’abitazione, l’uomo si sarebbe impossessato del veicolo e si sarebbe allontanato senza alcun consenso, utilizzandolo per un periodo limitato prima della restituzione.
Viene inoltre contestato un episodio di lesioni personali: nel corso di una lite la donna sarebbe stata spinta a terra con violenza, riportando contusioni giudicate guaribili in dieci giorni.
Il quadro delineato dalla Procura è quello di una condotta reiterata, caratterizzata da crescente aggressività e controllo, che avrebbe avuto un impatto significativo sulla vita quotidiana della persona offesa. Ora sarà il dibattimento a chiarire responsabilità e dinamica dei fatti. L’imputato, attualmente sottoposto a misura cautelare, è difeso dall’avvocata Barbara Citterio. Spetterà al giudice Gaetano Alemanna valutare, alla luce delle prove, delle testimonianze e degli accertamenti raccolti, la fondatezza delle accuse in un processo che si annuncia complesso e particolarmente delicato.
