La Sanremo vista dall’occhio di Bombini: «Pogacar per vincere deve renderla dura»
PAVIA. Emanuele Bombini vanta due successi alla Milano-Sanremo come direttore sportivo della Gewiss: nel 1994 con Giorgio Furlan e nel 1996 con Gabriele Colombo. Chi meglio di lui può svelarci i segreti di una corsa che si annuncia, come sempre, imprevedibile ed emozionante.
Bombini, che corsa dobbiamo aspettarci?
«Immagino una corsa molto tirata, perché Pogacar, secondo me, farà di tutto per vincerla. Ha già dimostrato di essere in forma alle Strade Bianche, quindi ha tutte le possibilità. Forse è la corsa che gli si addice meno come caratteristiche, quindi dovrà provare a renderla veramente dura e cercare di portare i suoi avversari più stanchi possibili verso Sanremo, per poi fare la differenza, visto che ha i mezzi e le capacità di farlo. Credo che la sua squadra renderà dura la corsa prima della Cipressa, perché devono arrivare alla Cipressa avendo creato tanta fatica nelle gambe agli avversari. Ma non sarà semplice togliersi di ruota Van der Poel, perché si tratta di una salita che non presenta pendenze importanti, tanto che Van der Poel l’ha sempre gestita bene, quindi credo che Pogacar debba mettergli pressione prima».
Sei lei fosse il direttore sportivo di una squadra, come imposterebbe la corsa?
«Mi giocherei tutta la squadra già al passo del Turchino, per rendere la corsa durissima, mandando poi via uno dei miei corridori. Tornando a Pogacar non dobbiamo dimenticare che ha il supporto del messicano Del Toro, potrebbe creare una fuga proprio con lui, avendo poi un punto di riferimento per un suo successivo attacco. Sarebbe la tattica che io applicherei, perché Del Toro è una garanzia per come sta andando».
Nel 1996 fu decisivo lo scatto di Colombo sulla Cipressa. Lei era il direttore sportivo del corridore varesino. Ci racconta?
«Avevo davanti Zanini che era molto veloce, era in gran forma, ma poi ho deciso di giocarmi la carta Colombo ed è andata bene. Sono situazioni che si possono ancora creare, ma dipende molto dalla dinamica della corsa. Le tattiche le fai il giorno prima della corsa e sulla carta, poi possono succedere mille cose, cambiano le condizioni e può succedere di tutto, insomma poi magari occorre adattare i piani in base all’andamento della gara».
Come vede i nostri corridori?
«Ganna ha preso confidenza con la Sanremo, è arrivato anche vicino a vincerla, voglio immaginare che sia la corsa dei suoi sogni e, oltretutto, sta andando forte, quindi potrebbe essere uno dei protagonisti. Jonathan Milan ha finito la Tirreno-Adriatico molto bene, è un ragazzo che apprezzo molto e ho molta fiducia, ma la Sanremo è sempre una corsa di 300 chilometri con un finale impegnativo. Come outsider azzurro indico Pellizzari (ieri quarto alla Milano-Torino, ndr) che magari proprio sulla Cipressa piuttosto che sul Poggio potrebbe pescare un jolly».
Lei è presidente del Comitato eventi sportivi Oltrepò Pavese. Sappiamo che sono numerose le iniziative in calendario nei prossimi mesi. Ci anticipa qualcosa?
«Sabato saremo al Carbonetti di Broni per la festa dello sport, con tanti testimonial d’eccezione, poi a seguire c’è giovedì 26 marzo la tappa della Coppi e Bartali col passaggio in Oltrepò Pavese. Ma poi ci sarà tanto altro, fino a fine agosto». —
