Si dimettono in sette, crisi al Comune di Borgofranco d’Ivrea
BORGOFRANCO D’IVREA Terremoto politico a Borgofranco d'Ivrea. Lunedì 16 marzo i consiglieri di minoranza Marco Origlia, Federico Fiorina, Lilliana Blasutta ed Elisa Negri hanno rassegnato le dimissioni depositandole all’ufficio protocollo del Comune. Alla loro decisione si sono aggiunte le dimissioni di tre consiglieri di maggioranza, circostanza che determina lo scioglimento del consiglio comunale secondo quanto previsto dall’articolo 141 del Testo unico degli enti locali.
La crisi amministrativa arriva a meno di due anni dalle elezioni comunali del 2024 e segna una rottura politica profonda all’interno dell’assemblea cittadina. In una lunga nota i consiglieri dimissionari spiegano le ragioni della scelta, parlando di «impossibilità di proseguire la regolare attività amministrativa nell’interesse dei cittadini». Secondo la minoranza, fin dall’inizio del mandato si sarebbe creato un clima di forte contrapposizione con il sindaco Fausto Francisca. Nel documento si parla di «rifiuto di qualsiasi forma di dialogo» e di un rapporto politico caratterizzato da contrasti continui. I consiglieri sostengono di aver svolto il proprio ruolo di controllo e proposta con spirito costruttivo, ma accusano il primo cittadino di aver respinto ogni confronto e di aver più volte delegittimato pubblicamente il ruolo della minoranza. Tra i punti contestati anche il funzionamento del Consiglio comunale, che secondo i dimissionari si sarebbe limitato a ratificare decisioni già assunte dalla giunta senza un reale dibattito sulle questioni principali del paese. Nel mirino finisce anche la gestione di alcuni strumenti amministrativi, come il Documento unico di programmazione, ritenuto dalla minoranza carente e più volte segnalato per errori. Critiche riguardano inoltre la commissione Bilancio, istituita su richiesta dell’opposizione ma definita «una farsa», perché – sostengono i consiglieri – non avrebbe mai consentito la presentazione di proposte o modifiche ai documenti finanziari. Altri attriti sarebbero nati dalla mancata discussione di alcune interrogazioni presentate dalla minoranza e dalla richiesta, rimasta senza esito, di consentire la partecipazione alle sedute del consiglio comunale anche da remoto. Nel documento vengono citati anche singoli episodi amministrativi che, secondo i dimissionari, avrebbero contribuito a deteriorare il clima politico. Tra questi l’acquisto di un immobile in via Roma, l’utilizzo di finanziamenti per il progetto Balmetti Art e alcune questioni legate alla gestione di Palazzo Marini.
La minoranza segnala infine criticità nella gestione di alcuni servizi e nella manutenzione di opere pubbliche, oltre alla situazione del plesso scolastico locale e ai rapporti con il Consorzio BIM. «Abbiamo deciso di candidarci alle elezioni comunali con l’idea di contribuire al bene del paese – scrivono i consiglieri dimissionari – ma riteniamo che nelle condizioni attuali non sia più possibile portare avanti il nostro mandato». Nella nota non mancano i ringraziamenti agli elettori, ai cittadini che hanno sostenuto l’attività dell’opposizione e ai dipendenti comunali. Le dimissioni simultanee di sette consiglieri aprono ora la strada allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale e all’arrivo di un commissario prefettizio che guiderà l’ente fino alle prossime elezioni amministrative. A Borgofranco si apre così una nuova fase politica, dopo una crisi che negli ultimi mesi aveva mostrato segnali sempre più evidenti.
