Pontboset, la Corte dei Conti contro amministratori e tecnici
PONTBOSET
Un’altra questione, complessa e particolarmente intricata, coinvolge il Comune di Pontboset. Al terremoto politico in atto, che fa seguito alle dimissioni del vicesindaco Marco Larocca, degli assessori Massimo Rosa e Arianna Vuillermoz e della consigliera Simona Romondia, si aggiunge la citazione aperta per danno erariale dalla Procura regionale della Corte dei Conti di Aosta contro gli amministratori comunali, segretari, tecnici e responsabili della manutenzione stradale che si sono susseguiti dal 2000, sul caso del decesso del torinese Ilario Favretto, morto sotto una frana il 26 novembre di quell’anno mentre percorreva la strada che collega il capoluogo del paese alle frazioni Biel e Courtil di Hône.
Lo smottamento colpì in pieno l’auto su cui viaggiava assieme alla moglie, rimasta gravemente ferita, trascinandola per 150 metri. Secondo quanto appreso dalla Sentinella del Canavese, per la Corte dei Conti vi sarebbero stati danni a spese del Comune stesso su più fronti: a partire dalla mancata manutenzione della strada e dalle conseguenti pronunce giudiziarie di condanna avvenute; danni legati alla comunicazione tardiva del sinistro alla compagnia assicurativa dell’ente; danni derivanti dall’avvio della vertenza al Tribunale Civile di Aosta del 2017 nei confronti dell'assicurazione del Comune, i cui esiti avrebbero comportato, secondo la Corte dei Conti, ulteriori inutili spese. Altre spese ritenute un danno sarebbero quelle riferibili alla causa che venne fatta nel 2022 contro il legale del Comune stesso.
La Corte chiederebbe nella citazione ad amministratori e tecnici di rifondere tutte le spese che si ritengono indebitamente pagate dal Comune. La vicenda è intricata e fu un caso a livello nazionale: il Comune di Pontboset nel 2016 dovette trovare secondo quanto stabilito dal Tar del Piemonte, un milione e 884 mila da versare alla famiglia di Favretto. L’amministrazione comunale, subito dopo l’ultimatum del Tar, chiese aiuto alla Regione e si mobilitò anche il Governo. Il Ministero dell’Interno trasferì 728 mila euro in favore del piccolo Comune che aveva chiesto di poter accedere al Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti, istituito dall’allora Governo Renzi. Tutto sarebbe ora messo in discussione dalla presa di posizione della Corte dei Conti. Ci sarebbe già una data fissata per l’udienza di discussione della causa ad Aosta, dove le diverse parti dovranno spiegare le loro ragioni: nel prossimo mese di maggio.
