Bce: le famiglie italiane pagano il doppio per l’elettricità rispetto alle grandi industrie
Le famiglie italiane pagano il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. A spiegare questa paradossale situazione è il bollettino economico della Bce, che spiega che “le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica, perché tutte le componenti della bolletta risultano più care”. La Bce aggiunge che “in Francia e nei Paesi Bassi le famiglie pagano circa il 64 e il 20 per cento in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. Questo fenomeno è ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia, dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100%“.
Le motivazioni dietro la differenza di prezzo sono da ricercare nella tipologia di combustibili importati per la produzione di energia elettrica: gli Stati che dipendono in maggioranza da combustibili fossili “vanno tendenzialmente incontro a prezzi dell’elettricità più elevati, in quanto tali combustibili generalmente hanno costi marginali più elevati rispetto al nucleare o alle fonti rinnovabili. Inoltre, differenze nelle imposte nazionali e nella regolamentazione degli oneri di rete sono anch’esse all’origine di notevoli variazioni tra paesi nei prezzi finali dell’energia elettrica”.
Nodi ben noti, che il governo Meloni ha tentato di affrontare con il decreto Bollette varato ieri. Che prevede varie misure per ridurre i costi per famiglie e imprese – il ministero dell’Ambiente stima una riduzione di 15 euro l’anno per le famiglie – e un bonus sociale straordinario da 115 euro per i nuclei vulnerabili, a cui le aziende elettriche potranno aggiungere uno sconto su base volontaria per i consumatori con Isee fino a 25mila euro.
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