Bonus giovani imprenditori: 500 euro al mese per tre anni, domande riaperte fino al 2 marzo 2026
Bonus giovani imprenditori: 500 euro al mese per tre anni, domande riaperte fino al 2 marzo 2026
Un sostegno da 500 euro al mese per tre anni, fino a un massimo di 18.000 euro complessivi, destinato a chi decide di mettersi in proprio nei settori strategici dell’economia italiana. Il bonus giovani imprenditori torna operativo con la riapertura dei termini per le domande fino al 2 marzo 2026.
Dopo una prima finestra chiusa a dicembre, l’INPS ha riattivato la procedura includendo anche i nuovi liberi professionisti. La misura è prevista dal cosiddetto decreto Coesione ed è inserita nel Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-2027”, finanziato con risorse europee e nazionali.
Chi può accedere al contributo del bonus giovani imprenditori da 500 euro (al mese)
Il bonus è rivolto agli under 35 che abbiano avviato un’attività imprenditoriale o professionale tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Per ottenere il contributo è necessario:
- essere stati in stato di disoccupazione prima dell’apertura della Partita IVA
- operare in uno dei settori ammessi, legati alla transizione digitale ed ecologica
- rispettare i requisiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato
Il beneficio non concorre alla formazione del reddito imponibile. L’erogazione avviene con liquidazione annuale, in via anticipata rispetto ai mesi di attività svolti, compatibilmente con le risorse disponibili a livello territoriale.
Si tratta di un aiuto di Stato registrato nel Registro nazionale degli aiuti, nel rispetto del regolamento europeo n. 651/2014.
Quali spese sono coperte
La norma non prevede un elenco rigido e dettagliato delle spese ammissibili, ma stabilisce un principio chiaro: le somme devono essere utilizzate per costi di avviamento e mantenimento dell’attività, coerenti con il piano aziendale presentato.
In concreto, rientrano tra le spese finanziabili:
- acquisto di beni strumentali
- affitto di locali
- canoni software
- utenze
- servizi professionali
- materiali di produzione
- investimenti tecnologici
Ogni spesa deve essere documentata in modo puntuale e tracciabile. È richiesta una codificazione contabile separata delle operazioni connesse al contributo. Il Ministero del Lavoro può effettuare verifiche amministrative e controlli in loco per accertare la corretta destinazione delle risorse. Inoltre, ogni anno va trasmessa un’attestazione delle spese sostenute, soggetta a controlli da parte dell’Autorità di gestione del programma.
I settori ammessi
L’elenco dei comparti ammessi è ampio e riflette le priorità industriali e tecnologiche del Paese.
Sono inclusi:
- attività manifatturiere, dall’alimentare alla siderurgia
- produzione di computer ed elettronica
- fabbricazione di macchinari
- energia, gestione dei rifiuti e risanamento ambientale
- costruzioni
- trasporto e magazzinaggio
- servizi informatici e digitali
- attività professionali e scientifiche
- istruzione e sanità
- servizi culturali e creativi
Particolare rilievo assumono i codici relativi a produzione di software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo, progettazione ingegneristica, ma anche servizi sociali e attività artistiche.
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025. L’INPS ha aggiornato la corrispondenza dei codici per garantire un’applicazione coerente dei criteri di ammissione.
Perché può fare la differenza
L’obiettivo dichiarato della misura è favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali in filiere ad alto contenuto innovativo. In un contesto in cui l’accesso al credito resta complesso per molti giovani, un contributo mensile stabile per tre anni può rappresentare un sostegno concreto nella fase più delicata dell’attività, quella iniziale.
Resta però fondamentale verificare con attenzione tutti i requisiti e predisporre una documentazione completa. La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il portale INPS, con autenticazione digitale. Le istanze vengono accolte nei limiti delle risorse disponibili.
La scadenza del 2 marzo 2026 non è lontana: per chi ha avviato un’attività nei settori strategici e rientra nei requisiti, il tempo per accedere ai 18.000 euro complessivi è ora.
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