Mortara, indagine sui documenti di agibilità falsi: si cercano i tecnici compiacenti
MORTARA. Un’indagine articolata e destinata ad allargarsi è stata avviata dalla polizia locale di Mortara su una serie di certificati di agibilità risultati falsi, presentati per attestare la conformità di appartamenti in realtà privi dei requisiti minimi di sicurezza. Si tratta di documenti che certificavano, almeno sulla carta, la messa a norma degli impianti elettrici e idraulici, ma che a seguito di sopralluoghi si sono rivelati completamente inattendibili. Documenti che servono per il permesso di soggiorno di lunga durata degli stranieri e il ricongiungimento famigliare.
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Le indagini
Gli accertamenti hanno già portato alla luce una decina di casi, tutti accomunati dalla produzione di certificazioni “farlocche” utilizzate per regolarizzare abitazioni che, di fatto, non rispettavano alcuna normativa vigente. In diversi appartamenti controllati, gli agenti hanno riscontrato impianti obsoleti, collegamenti elettrici pericolosi, assenza di dispositivi di sicurezza e condizioni strutturali incompatibili con l’abitabilità.
Chi ha presentato la documentazione falsa è stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato di falso in atto pubblico, ma l’indagine non si ferma ai singoli casi.
L’attenzione della polizia locale è ora rivolta a individuare una possibile rete di professionisti compiacenti che avrebbe contribuito alla produzione o alla validazione dei certificati irregolari, un aspetto che, se confermato, aggraverebbe il quadro investigativo. Dal comando assicurano che gli accertamenti continueranno per garantire la legalità. Sono state allertate anche la questura e la prefettura.
Una città sempre più multietnica
La vicenda mette in evidenza anche una situazione di forte disagio abitativo che riguarda una parte della popolazione straniera residente in città. Mortara è infatti uno dei centri più multietnici del territorio: al 1° gennaio 2024 i cittadini stranieri residenti erano 2.770, pari al 17,9% della popolazione complessiva. La comunità più numerosa è quella romena (21,7% degli stranieri), seguita da quella egiziana (11,1%) e marocchina (9,3%). Proprio tra nuclei familiari stranieri, spesso in condizioni di fragilità economica, si concentra il fenomeno degli alloggi degradati e sovraffollati, dove la necessità di una sistemazione e di documenti di soggiorno prolungati prevale sulla sicurezza. Un contesto che, secondo gli investigatori, favorisce pratiche illegali e sfruttamento abitativo.
L’inchiesta punta ora a fare piena luce non solo sui singoli episodi, ma su un meccanismo più ampio che rischia di compromettere la sicurezza delle persone e la legalità del mercato immobiliare mortarese.
