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Australian Open: Darderi di testa e fisico su Khachanov, è negli ottavi

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[22] L. Darderi b. [15] K. Khachanov 7-6(5) 3-6 6-3 6-4

Gana con huevos. Luciano Darderi rispetta al millimetro la richiesta del suo angolo, ripetuta a squarcia gola nella retta finale del suo terzo turno australiano, per superare 7-6(5) 3-6 6-3 6-4 in 3h26Karen Khachanov dopo aver sciorinato una prestazione di altissimo profilo con due ingredienti principali a mixare la miscela vincente. Una condizione fisica straripante, dove anche la calura melbourniana si è dovuta scansare e in cui ha fatto valere completamente i sei anni in meno del suo avversario, unita ad una testa da campione, da giocatore vero, da uomo del tennis ormai adatto e per nulla fuori posto se calato in questi palcoscenici.

Uno che ha pieno titolo di essere dov’è. Una mentalità che si traduce in campo anche in miglioramenti che appaiano clamorosi se confrontati col punto di partenza: come un servizio di primo ordine, tirato a lucido, che in particolare tra terzo e quarto set ha saputo estrarre in maniera eccellente – come solo i grandi sanno fare – la botta vincente quando doveva recuperare, quando si è trovato spalle al muro nel proprio turno di servizio. 17 aces, a fronte dei 14 di un grande battitore come il russo, quasi l’80% di punti con la prima con appena 4 palle break concesse in due soli game alla battuta sui 20 giocati nel match. Ma ribadiamo: a colpire è l’uso che ha avuto del fondamentale per antonomasia del tennis quando più contava, quando è più complesso farlo funzionare a dovere.

Una vittoria che vale tantissimo per l’azzurro: battere il moscovita, un habitué degli ottavi Slam e che di solito in appuntamenti di tale prestigio stecca soltanto con quelli più forti di lui, nel modo in cui Luciano lo ha fatto ha un significato enorme. Un sogno che si avvera, per quel ragazzo venuto in Italia dalla provincia di Buenos Aires con tante speranze e una realtà che diceva ben altro: si è costruito, si è migliorato e se abbiamo imparato un po’ a conoscerlo non si accontenterà. Intanto la seconda settimana Slam, per la prima volta vedrà anche lui protagonista.

Primo Set: un grande Darderi più solido nei momenti clou

I due protagonisti aprono il programma odierno sulla KIA Arena (quarto impianto per prestigio di Melbourne Park), il primo giocatore ad andare in difficoltà in battuta è Khachanov che già nel suo turno di servizio inaugurale è costretto a rimontare dal 15-30 a causa di un paio di gratuiti grossolani. Piccolo rimpianto per l’oriundo nel quarto punto del game, quando sfruttando una seconda russa prende in mano lo scambio fin dalla risposta ma purtroppo spreca la chance di venire avanti, a prendersi il punto a rete, e con il braccio di ferro che si allunga è lui a cedere per primo. Anche il ventitreenne italiano deve rientrare da un pericoloso 0-30, dopo il primo doppio fallo del suo match, ma grazie al primissimo ace dà il via ad una serie in cui vince quattro punti in fila.

L’approccio al match di Darderi è estremamente positivo: è più consistente del moscovita da fondocampo, inoltre anche in risposta sta mettendo già tanta pressione a Karen che in particolare con il dritto è partito piuttosto contratto. Sul 2-1 per l’azzurro, Luciano è splendido nel reggere la diagonale sinistra pescando anche alcuni lungolinea bimani da situazioni difensive di grande fatica. Successivamente, nonostante due aces piantati il campione di Bercy 2018 di fronte al muro italico sparacchia via due tortorate di dritto, andando completamente fuori giri e permettendo così all’azzurro – alla terza possibilità – di strappargli il servizio e poco dopo confermare il break con autorità: salendo 4-1 dopo 25 minuti di gioco. Oltre al dritto troppo falloso di Khachanov, a fare la differenza finora anche la resa della prima palla: Darderi vince l’80% dei punti, diversamente il suo più esperto rivale non arriva al 60%.

La superiorità da fondo del nativo di Villa Gesell è lampante: il diritto di Lucio va che è un piacere, in questo momento nello scambio c’è un abisso in favore dell’argentino naturalizzato tricolore. Gli schiaffoni del ventinovenne di Mosca non sembrano far male, anzi la palla azzurra ritorna di là sempre più profonda e pesante. Bravo Darderi anche a non abusare l’utilizzo dello slice, ma variare solo quando serve, per non accorciare eccessivamente perdendo di conseguenza troppo campo. Karen facendo affidamento a tutta la propria esperienza, si aggrappa al fondamentale d’inizio gioco e resiste ad un altro delicato 30-30. A testimoniare come fin qui il russo si sia dovuto sudare ogni singolo quindici, ecco che pur mettendo a segno quattro aces negli ultimi due turni di servizio ha rischiato di perderli entrambi.

D’improvviso però passaggio a vuoto inaspettato di Darderi che sul 4-2 consegna il contro break da 40-15, smarrendo in pochi istanti continuità con la prima e fornendo conseguentemente l’occasione a Khachanov di salire di livello con il rovescio e ritrovare fluidità col diritto: 4-4. Dal sesto game, il match è cambiato. Adesso è l’ex n°8 ATP a possedere il controllo della sfida, ora è lui a fare tutto meglio: dal servizio (doppio turno di battuta difeso a zero) fino alle martellate da fondocampo, dove il russo esegue le soluzioni con maggiore attenzione di quanto non facesse sino a qualche minuto prima.

Ma a proposito di miglioramenti ottenuti ultimamente da Lucio, il servizio azzurro fa vedere di essere cresciuto e sul 5-5 15-30 piazza tre prime vincenti consecutive. In battuta per rimanere nel set, Khachanov torna a sbagliare senza peso con il dritto oltre a commettere anche il primo doppio fallo della sua partita. Luciano si guadagna due set point, che però l’attuale Top 20 frantuma col settimo ace e con un’altra prima definitiva.

Ora la sensazione è che Karen sia tornato a non riuscire a sfondare il nostro, che ha innalzato la qualità dei suoi ribaltamenti difensivi in particolare facendo uso del back per rifilare palle “morte” su cui l’ex top ten fa tremendamente fatica. In qualche modo tuttavia l’argento olimpico di Tokyo resiste e alla seconda palla game, nel quarto gioco ai vantaggi del match (di cui tre sul servizio russo) prolunga la frazione al tie-break.

Il tredicesimo game non è di quelli memorabili, sono più gli errori che le giocate di qualità. Il primo ad allungare è Darderi che si porta 3-1, nonostante il fallo di piede comminatogli, poi però Luciano si fa riacciuffare. Dopodiché i servizi macinano punti, facendola da padrone sino a quando è l’italiano a piazzare il terzo mini-break sul 5-5: la testa di serie n°22 si dà più tempo in risposta indietreggiando per far partire lo scambio (e riesce nel suo intento), alla fine è il solito insidioso rovescio tagliato a mandare fuori giri il bimane russo. In conclusione servizio e dritto letali, 7 punti a 5 per il 7-6 dopo quasi un’ora e dieci di gioco per una grandiosa versione del ventitreenne italiano che meritatamente va in vantaggio.

Secondo Set: un break in avvio lancia Khachanov verso il parziale

I problemi per Karen crescono sempre di più con l’andare della partita, anche perché Darderi inizia il secondo parziale con alcune soluzioni bimani in allungo che gelano il russo: il quale è consapevole che se comincia a perdere punti con costanza nel confronto sulla diagonale che teoricamente dovrebbe favorirlo, allora sono dolori seri. Nonostante l’avvio sia ottimo, ancora una volta l’azzurro si complica la vita avanti 40-15 – come già accaduto sul 4-2 del primo set quando poi ha concesso il contro break – particolarmente infastidito dal sole al momento di eseguire il movimento del servizio e così quasi dal nulla Khachanov si ritrova rapidamente 3-0.

Adesso Luciano è molto nervoso, dopo il break subito ha scaraventato violentemente la racchetta a terra. Peccato perché l’inizio del set era stato incoraggiante, per il ragazzo originario della Marche sarà fondamentale salire nuovamente di giri in ribattuta: sono un po’ troppe ora le risposte bloccate che permettono al moscovita di incamerare punti senza spendere tante energie. Il due volte semifinalista Slam non si guarda più indietro, viaggia come un treno al servizio (mentre in risposta è ancora più aggressivo del solito, gioca a briglie sciolte lasciando andare i colpi soprattutto per preservarsi in vista dei round alla battuta) non offrendo alcuna chance all’azzurro di rientrare. Il tennista di origini armene pareggia così i conti: 6-3 in 41 minuti.

Terzo Set: equilibrio fino a metà frazione, poi Darderi mette il turbo e torna a condurre

La chiave principale che ha modificato l’inerzia del match, rispetto al parziale d’apertura, è sicuramente da riscontrare nella prestazione al servizio: crollata la prima italiana, sia per percentuale totale che per conversione, al contrario è cresciuta proprio in termini di incisività quella russa. Darderi adesso deve essere bravo a resettare, nervi troppo tesi durante tutto il set appena archiviato con tanto di racchette cambiate perché non soddisfatto della tensione anche in relazione alle condizioni che mutano rapidamente, e più ancora abile nello stare attaccato al punteggio poiché – come abbiamo già potuto costatare – se concede a Karen anche un piccolo cuscinetto in avvio lui è capace (forte di quel vantaggio) di innalzare il proprio livello giocando più sciolto perché maggiormente sereno di testa e ciò si ripercuote inevitabilmente pure nella portata del servizio.

Entrambi i giocatori si prendono una pausa negli spogliatori per refrigerarsi dalla calura di Melbourne e cambiarsi (siamo ben oltre i trenta gradi) ma Luciano ci mette più tempo di quello consentito beccandosi un warning. Vale la pena anche sottolineare che dopo un primo set, sì con qualche errore, ma alla fine giocato da tutti e due con buonissima intensità; il prosieguo dell’incontro ha perso un po’ di volume con la situazione tecnica divenuta stantia: il che è anche fisiologico viste la giornata veramente dura dal punto di vista climatico. A livello statistico, sinora la partita ci dice che negli scambi brevi (0-4 colpi) è avanti l’azzurro così in quelli superiori alle nove randellate mentre il russo si fa preferire per i palleggi medi ossia dai 5 agli 8 colpi. D’ora in avanti sarà soprattutto una battaglia fisica, e la spunterà chi sarà in grado di mantenersi più lucido con l’andare della sfida. Adesso Darderi pare più imballato, arriva leggermente in ritardo negli spostamenti laterali: questo a causa anche di un servizio che – a differenza del russo – non lo mette più così tanto in condizione di chiudere il punto con la prima sbracciata, costringendolo sovente a rincorrere e dover fare più fatica.

Grande equilibrio in questo terzo set, con i servizi che lasciano le briciole (10 aces a testa nell’incontro) l’azzurro deve rispolverare un po’ di ordine tattico che poi è direttamente collegato ad una maggiore tranquillità emotiva. Ad esempio Luciano sta stimolando troppo il bimane russo, incaponendosi su quella diagonale anche con soluzioni non sempre angolate e profonde: dando così sfogo al cambio in lungolinea di Khachanov.

Karen serve però per secondo, di conseguenza la pressione sulle sue spalle è superiore: tutto per lui precipita da una situazione molto comoda, al comando 40-15 sul 3-2 azzurro, il moscovita erroneamente insiste con la ricerca dello slice ad uscire da destra e questo finisce per scaldare la risposta di dritto di Darderi che pertanto alla prima occasione utile (palla break che non si vedeva da 12 games a questa parte, dal secondo gioco del secondo set) vola via nel punteggio sul terzo doppio fallo nella partita del nativo di Mosca: in men che non si dica siamo 5-2 in favore del classe 2002. Esattamente come nella frazione precedente un break improvviso inflitto, quando chi serviva era in pieno controllo, straripa gli argini del livellamento provocando un dominio inaspettato.

Ora infatti è il russo il più nervoso in campo – molto arrabbiato dopo il servizio ceduto, scaglia la racchetta prendendo anch’egli warning – la sostituzione dell’attrezzo è continuativa da ambedue le metà campo: si fatica in maniera abnorme a trovare la giusta tensione con la temperatura che sale sempre più. Inoltre Khachanov in questo momento sembra in debito d’ossigeno: è pesante sulle gambe. Lucianone restituisce quindi il 6-3, rimontando dal 15-30 nel game decisivo, e va avanti 2 set a 1 quando si sono disputate 2h37′ di match.

Quarto Set: Darderi straripante sul piano fisico, ne ha di più del russo che cede alla distanza

103 punti Darderi, 102 Karen. Maratona sempre più esigente: fisicamente e mentalmente. E se da una parte c’è una lepre imbizzarrita che sfiamma il campo come un indemoniato, dall’altra c’è il ragazzo vestito di porpora – con visiera del berretto all’indietro – che certamente si muove in maniera più circoscritta: il quale oltretutto è ben consapevole di dover ricevere tanto dalla battuta per provare a dare ancora un senso alla sua partita.

I vincenti in corsa dell’azzurro sono delle autentiche mazzate psicologiche sbalzate addosso al russo, che però aiutato dai 14 aces continua a fare gara di testa. Ma è fin troppo evidente che Khachanov non sia al meglio a livello di esplosività: è da diversi minuti che che si auto-colpisce i quadricipiti con la racchetta come a voler mettere in risalto un principio di crampi. La differenza in termini di freschezza è totale, Darderi allora entra in modalità “piglia tutto” piantandosi a fondocampo e di fatto invitando Karen a sfondarlo: ecco che si palesano le prime palle break del set, sulla prima il servizio soccorre il moscovita ma sulla seconda va in scena uno scambio massacrante dove Luciano si difende in modo sublime (non mancando di tradurre in campo i consigli del papà, gioca dove vuoi ma non sul rovescio) finendo per raccogliere l’errore procurato per sfinimento sul dritto avversario – che non ne aveva più – svolazzato lungo.

In pochi minuti, Luciano conferma l’allungo e si issa sul 4-2. Siamo ai titoli di codi, un’altra grandissima prestazione di tigna e tenuta aerobica del ragazzo di Villa Gesell che di forza si prende il primo ottavo Slam della carriera, vincendo sotto un clima ribollente per giunta contro pronostico. Il diciassettesimo aces della sua partita sugella la vittoria per 6-4 al quarto, il primo match point è subito trasformato. Solamente l’orgoglio di Karen ha evitato che il punteggio finale del parziale conclusivo fosse più netto.






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