Ucraina, spezzatino avvelenato a sinistra: sei mozioni, tutti contro tutti. Maggioranza compatta (tranne due leghisti)
Da una parte 186 voti e due sole defezioni (i leghisti Sasso e Ziello) in una piattaforma chiara nel sostegno all’Ucraina, dall’altra sei mozioni, sei “orticelli” politici nei quali l’opposizione si è spaccata, ancora una volta, tra veti e distinguo vari, alla faccia del campo largo. Più uno spezzatino che un fronte politico, quello che ancora una volta la sinistra ha servito sul tema della guerra. Amleto comanda, nell’opposizione, ma anche Lucrezia Borgia che avvelenava mariti e amanti: armi sì, no, forse, essere o non essere… Siamo alle solite, insomma, una Babele di parole messe nere su bianco mentre il centrodestra dava il via libera, alla Camera, alla risoluzione unitaria della maggioranza, sulle comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in materia di proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina.
Il voto della Camera si è poi ripetuto al Senato, dove è stata approvata la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del ministro Guido Crosetto sull’Ucraina per alzata di mano, con la sola assenza, al momento del voto, del leghista Borghi.
Ucraina, opposizioni in ordine sparso
L’assemblea ha invece respinto le sei risoluzioni presentate in ordine sparso dalle opposizioni: dal Pd, da M5S, da Avs, +Europa e Iv. Poi è arrivato il via libera alla risoluzione di maggioranza con 186 sì, 49 no e 81 astenuti. La risoluzione impegna, tra l’altro, il governo a “continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche e in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo; a proseguire l’azione diplomatica dell’Italia, lavorando per favorire le iniziative volte a un cessate il fuoco e al compimento del processo negoziale in corso, che conduca a una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità dell’Ucraina nel decidere il proprio futuro; a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell’Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un’ottica di sicurezza, cooperazione e crescita europea, e facilitando il coinvolgimento del nostro tessuto imprenditoriale, incluso nei programmi Ue in corso di attuazione…”.
La sinistra gioca la sua solita partita a scacchi truccati
Il Pd, dal canto suo, si è astenuto sulla risoluzione presentata dal M5S mentre Avs ha votato a favore di tutta la risoluzione pentastellata. Giochi e giochini di parole incomprensibili agli elettori. La linea dei deputati del Partito Democratico, come accade da mesi, è stata quella di votare la propria risoluzione astenendosi da quella degli altri partiti di maggioranza e opposizione. Tranne, questa volta, che su due punti delle mozioni presentate da Avs e M5s, in cui si chiede lo stop agli aiuti militari a Kiev, i dem hanno votato contro mentre i riformisti del partito, Lia Quartapelle, Virginio Merola, Lorenzo Guerini e Marianna Madia, hanno votato anche le risoluzioni di Italia Viva e di Più Europa, opponendosi invece alla mozione del M5s. Uno spezzatino che si ripete in Commissione Esteri sulla risoluzione unitaria – tranne il M5s – al sostegno al popolo iraniano.
La cosa divertente è che qualcuno, dall’opposizione, parla di maggioranza divisa, quando invece a destra, le uniche voci in dissenso alla Camera sono state quelle di due deputati della Lega, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che hanno votato no alla risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto. A votare contro à stato anche il deputato del gruppo Misto, Emanuele Pozzolo, da tempo in rotta con Fratelli d’Italia. Dettagli, a margine.
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