Voghera, dalle Belle Arti l’ok per l’inizio dei lavori nel Caffè Teatro
Voghera. La città riavrà il suo Caffè Teatro. È dalla scorsa primavera che i vogheresi si interrogano su quando la saracinesca dello storico bar, quello inaugurato nel 1845 di proprietà della Società del Teatro, e che di fatto rappresenta una pertinenza del Valentino Garavani, verrà rialzata. La risposta, dopo mesi di silenzio e di incertezza, è arrivata nei giorni scorsi: presto, perché la Soprintendenza ha finalmente approvato una serie di modifiche che consentiranno ai nuovi gestori, Giancarla Fortunato e Maurizio Bergo, di riaprire il locale di via Emilia 79.
I due commercianti, gli stessi che hanno avviato diverse altre attività in città (la più nota è la “Gelateria Artigianale” di via Cavour) hanno infatti acquistato l’azienda dalla precedente proprietà, quella che per trent’anni aveva gestito il bar e che quest’estate si era riaggiudicata il bando emesso dalla Società del Teatro (composta per l’88 per cento dal Comune e per il 12 per cento da Asm). Passato il testimone, però, i tempi si erano dilatati, e non per volontà dei nuovi gestori: «Quando siamo entrati, con tutto l’entusiasmo che un progetto del genere può portare con sé, innamorati dell’idea di riconsegnare a Voghera il suo storico bar più bello ed elegante di prima – dicono i coniugi –, abbiamo cominciato a valutare i cambiamenti necessari per rendere più efficiente un locale in cui da tempo nessuno aveva più effettuato migliorie. È stato in quel momento, quando abbiamo chiesto di aumentare il voltaggio per installare i nuovi macchinari, che ci siamo resi conto che non sarebbe stato così facile».
Se i nuovi gestori fossero subentrati nell’attività così com’era, infatti, non ci sarebbe stato alcun problema. Ma modificare gli impianti (vetusti) e posizionare la nuova pompa di calore (difficilmente conciliabile con l’estetica del locale), così come ridipingere, richiedeva un iter decisamente più complesso: quello che si applica a tutti i beni tutelati dalle Belle Arti.
Se per la ristrutturazione di un castello o di una chiesa un mese in più o in meno poco cambia, quando ci sono di mezzo gli interessi economici e commerciali di un imprenditore, ogni giorno aspettato è un giorno in perdita. «In questi sei mesi ci sono stati sopralluoghi, ingegneri, architetti, persino una stratigrafia del soffitto per capire se sotto ci fossero degli affreschi. E, credo, almeno tre progetti diversi sottoposti alla Soprintendenza. Francamente cominciavamo ad essere sconfortati e arrabbiati: possibile che avessero fatto il bando senza curarsi di tutte queste problematiche? Noi abbiamo investito, ora dobbiamo rientrare». In realtà sì, il bando poteva essere fatto, il problema è la ristrutturazione, che in un locale ottocentesco va fatta con tutti i crismi. Certo, sarebbe stato bello saperlo prima, ma questo è il senno del poi.
Comunque, quando la situazione stava cominciando a farsi molto tesa, è arrivata la lieta novella: dopo le festività, la Soprintendenza ha approvato l’ultimo progetto presentato dalla Società del Teatro. E questo vuol dire che, il prima possibile, la proprietà inizierà i lavori, completando di fatto l’opera di riqualificazione del complesso dell’ex Teatro Sociale, cominciato dalla sala e continuato con il Ridotto e il Casino. Il nuovo locale, il cui progetto è curato dall’architetto di Pavia Gianluca Marras, rifletterà i colori e i materiali del teatro: raffinato, con grandi lampadari che riprendono quelli del Ridotto e un mobilio smaltato, prevede marmi rosso levanto, parquet in rovere, rivestimenti e tendaggi porpora. Quello che inaugurerà (si spera presto), sarà quindi più che un locale: sarà un tuffo nella Voghera del passato.
Il commento della proprietà
«Il progetto presentato dal nuovo soggetto subentrante – commentano dalla Società del Teatro - ha previsto un ampio intervento di ammodernamento dei locali, che fanno parte di un edificio storico vincolato. Interventi di questo tipo comportano tempi lunghi e possibili imprevisti. Siamo dunque di fronte a un percorso complesso ma necessario, che ha come obiettivo il rispetto delle regole, la tutela di un bene storico e la qualità del risultato finale. Il condominio Società del Teatro, in accordo con il Comune, ha sempre operato con senso di responsabilità e trasparenza, nella convinzione che solo attraverso procedure corrette e rigorose si possa restituire alla comunità uno spazio adeguato, sicuro e all’altezza delle aspettative».
