“Inaccettabile che l’Europa finanzi libri che incitano all’odio contro cristiani e ebrei”: la protesta della Lega
La Lega dice basta ai libri che incitano all’odio contro i cristiani e gli ebrei finanziati dall’Europa, dopo la vicenda di Peches et Guerison.
“E’ inaccettabile che testi con passaggi che incitano alla violenza e alla discriminazione contro cristiani ed ebrei possano circolare liberamente e finire, persino, tra le opere acquistabili con incentivi pubblici, come avvenuto in Francia con il caso ‘Pe’che’s et gue’rison’, poi rimosso dal Pass Culture”. Lo dichiara Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, annunciando un’interrogazione alla Commissione europea.
La richiesta della Lega
“Le regole esistono – dalla decisione quadro 2008/913 al Digital Services Act – ma se un prodotto del genere arriva ai giovani attraverso canali ‘agevolati’, significa che qualcosa non sta funzionando. Servono controlli e criteri chiari per impedire che gli incentivi pubblici diventino megafono di contenuti d’odio. Chiedo alla Commissione che la tutela dei cristiani sia richiamata in modo esplicito nelle iniziative europee contro l’incitamento all’odio religioso. Questa lotta non può valere a geometria variabile”, conclude il capodelegazione della Lega.
Il caso francese
Ritenuto un manifesto di violenza da diversi osservatori, il volume “Peccati e guarigioni” (“Péchés et guérison”) circolava liberamente alla FNAC e su Amazon fino a quando la bufera non è esplosa.
Un testo islamico medioevale, firmato da un imam del XIV secolo e intriso di una violenza esplicita contro ebrei, cristiani e omosessuali.
L’opera di circa 300 pagine finita al centro della polemica è stata pubblicata nel 2018 dalle edizioni Tawbah e messa in vendita sui siti di Fnac e Amazon (fino allo scorso martedì), è una raccolta di hadith – i detti e le gesta attribuiti al profeta Maometto – scritti da Ibn al-Qayyim, studioso musulmano del XIV secolo.
Nel testo, come riporta Le Parisien, l’omosessualità viene definita “il più grande dei misfatti” e descritta come una “maledizione”. Le “soluzioni” proposte sono di una brutalità estrema: “immolarli”, oppure “cercare la costruzione più alta della città e gettare l’omosessuale di testa”, per poi “lapidarlo”.
Non meno violento è il linguaggio rivolto ad altre minoranze religiose: l’ebreo è indicato come “il nemico”, così come “gli apostati”, che bisogna “uccidere”.
Acquistabile con il bonus cultura
Dopo le prime polemiche, Fnac ha classificato il libro come “non disponibile” sul proprio sito, mentre Amazon ne ha sospeso la vendita online. Il ritiro non elimina però l’interrogativo centrale: come sia stato possibile che testi contenenti appelli espliciti alla violenza fossero proposti al grande pubblico attraverso circuiti commerciali di massa.
Ancora più grave, il fatto che il suddetto volume rientrasse nei libri acquistabili con il Bonus cultura. Lo ha denunciato il Rassemblement National attaccando il governo in carica.
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