Forte di Bard, nel 2025 il pubblico è cresciuto del 26%
BARD.
Un’istituzione culturale che soltanto nell’ultimo anno, il 2025, ha registrato una crescita di visitatori che ha superato il 26% rispetto all’anno precedente: il Forte di Bard si conferma come ente di riferimento per la cultura e il turismo del nord ovest italiano. Ne abbiamo parlato, alla soglia dei vent’anni, con Ornella Badery, presidente dell’Associazione Forte di Bard.
Quale ruolo ha assunto il Forte di Bard in questi vent’anni nel panorama culturale italiano? E quali sono gli sforzi maggiori fatti in questo ambito?
«Il Forte di Bard rappresenta un unicum nella sua complessità: da grande fortezza è diventata un’istituzione culturale di alto livello, tra momenti positivi e altri negativi, ma sempre con grande impegno. Il successo lo si deve sicuramente al grande lavoro di comunicazione fatto negli anni, utile a far conoscere e apprezzare il Forte anche fuori regione. Poi ci sono le mostre e gli eventi vetrina: ci sono iniziative che perseguiamo per anni, altre più piccole che entrano subito a far parte della nostra programmazione ed altre che non riusciamo a far arrivare. Il successo del Forte sta nel fatto che si offre un prodotto variegato tutto l’anno».
In questi vent’anni quanto è stato importante il Forte per l’economia della Bassa Valle d’Aosta?
«Il suo recupero è frutto di una precisa volontà legata alla crisi industriale che ha colpito la zona tra gli anni ʻ80 e ʻ90 e oggi rappresenta una realtà imprenditoriale importante per l’occupazione. Sono 71 le persone del territorio che ci lavorano e per l’economia locale ha segnato un cambiamento progressivo, magari anche lento, ma fondamentale. Questa area, che negli anni dell’apertura era prevalentemente agricola e industriale, oggi è polivalente grazie alla cultura, all’enogastronomia, al settore alberghiero e alla piccola ricettività. Restano ancora alcune criticità da migliorare e delle potenzialità da sfruttare, dai trasporti ai parcheggi fino all’ospitalità, al momento ancora insufficiente per offrire un’offerta integrata e per poter promuovere convegni ed eventi di più ampia portata».
Quattro musei, tante mostre e una programmazione di eventi variegata: è questa la formula per ottenere risultati?
«Possiamo dire di sì: si ottengono se si lavora tanto e se si raccolgono gli stimoli per concretizzare i risultati. Un altro fattore importante è rappresentato dal team di persone che lavorano intensamente a questo progetto. Poi c’è il grande supporto finanziario ed economico della Regione Valle d’Aosta, fondamentale per poter lavorare bene e avere ripercussioni così importanti sul territorio».
Il clima che cambia e l’impatto sugli ecosistemi è uno dei temi che più avete a cuore. Che leva può giocare un’istituzione culturale in questo ambito?
«Il cambiamento climatico ha il suo fulcro nella montagna, l’ecosistema che soffre di più e più velocemente. Il Forte di Bard si occupa di comunicare e far conoscere gli effetti e i risultati della ricerca scientifica. Svolgiamo un’azione divulgativa, scientifica e didattica, in particolare coinvolgendo le scuole, per permettere ai giovani di crescere con più consapevolezza. Organizziamo anche giornate a tema, come quelle dedicate ai ghiacciai e alla Terra. Il periodo primaverile è quello più importante per promuovere esperienze e laboratori. A tutto ciò si aggiungono le collaborazioni con Arpa, Fondazione Montagna sicura, Università di Torino, Ca’ Foscari di Venezia e tanti altri enti: raccontare le loro conoscenze e creare il confronto tra organizzazioni importanti e i risultati ottenuti è fondamentale».
Il numero dei visitatori è in crescita? Cosa piace di più al pubblico?
«Nel 2025 abbiamo accolto 241.756 visitatori, il 26% in più rispetto all’anno precedente. Veniamo dagli anni che hanno seguito la pandemia: tra 2020 e 2021 il pubblico è stato poco numeroso a causa della tragica situazione che stavamo vivendo, poi c’è stata la ripresa. Lo scorso anno, rispetto al 2023 e al 2024 che si sono attestati su numeri simili, abbiamo vissuto un grande momento di crescita. Nel 2025 abbiamo offerto 12 mostre in sede e numerosi eventi pop-up, anche fuori valle. Il pubblico ci premia proprio per la varietà della nostra proposta: c’è chi è interessato al Museo delle Alpi, chi alle mostre e chi ai concerti che vengono proposti durante la bella stagione. Non c’è uno spettatore tipo, c’è chi sceglie di visitare il Forte di Bard perché qui trova un’ampia offerta durante tutto l’anno, curata dall’istituzione culturale in ogni suo aspetto».
Quali sono gli obiettivi e le sfide del futuro?
«Continuare ad offrire al nostro pubblico, in particolare con mostre e spettacoli di alta qualità, una proposta diversificata. Inoltre, lavoriamo al progressivo aggiornamento dei musei. Nel 2026 interverremo in particolare su alcune sezioni del Museo delle Alpi. Offrire qualità e novità sono le nostre sfide».
