Delitto di Garlasco, periti dei Poggi esaminano ancora i computer di Chiara e Alberto
GARLASCO. Cosa ha visto Chiara Poggi sul computer del fidanzato Alberto Stasi la sera prima di essere uccisa? A distanza di 18 anni rimane il mistero, mai chiarito dalle indagini e ancora al centro di discussione. Al punto che la famiglia Poggi, dopo alcune dichiarazioni rilasciate dai periti Daniele Occhetti e Roberto Porta, che esaminarono quel computer nel processo di primo grado a Stasi, ha deciso di appoggiarsi a tre consulenti (Paolo Reale, Fabio Falleti e Nanni Bassetti) per analizzare ancora il pc. Nel processo a Stasi si ipotizzò che Chiara Poggi vide alcune cartelle dove il fidanzato aveva scaricato immagini pornografiche, circostanza che fece scoppiare una lite (il possibile movente), ma i periti del primo giudice, Stefano Vitelli, durante alcune interviste hanno escluso che Chiara quella sera, tra le 22.09 e le 22.14, aprì quei file. In quei cinque minuti in cui è rimasta traccia dell’accesso della vittima al computer, Chiara Poggi, secondo i periti, corresse la tesi del fidanzato.
I consulenti dei Poggi
«Stiamo guardando sul pc di Chiara se ci sono nuovi elementi oppure quelli che possano confermare quanto già emerso», ha spiegato il consulente Reale. La sera prima del delitto Chiara Poggi e Alberto Stasi sono in casa a mangiare la pizza quando, a un certo punto, comincia a piovere. Stasi esce per mettere al riparo il cane nel box, un lasso di tempo in cui Chiara si mette a curiosare sul computer di Stasi. Il fidanzato ritorna a casa Poggi e poi esce ancora verso l’una di notte. L’allarme registra tre inserimenti e altrettanti spegnimenti. Il consulente della famiglia Poggi, Paolo Reale, nella sua relazione sull’analisi del pc nel 2009, parla dell’inserimento di una chiavetta Usb di Chiara Poggi nel pc di Stasi. «Quest’ultima attività non risulta in alcun verbale, ma è documentato come sul pc portatile di Stasi tale chiavetta sia stata inserita alle 21.59 e sia stata utilizzata per copiarvi le foto di Londra. Successivamente sono state effettuate visualizzazioni di immagini fino alle 22.10 circa». Ma cosa visualizzò Chiara Poggi? Le nuove analisi sul pc contano di fornire una risposta, anche se quel computer fu manomesso dagli accessi degli investigatori, che cancellarono tracce importanti.
La diffida
I legali della famiglia Poggi hanno anche inviato una diffida ai periti Porta e Occhetti per le dichiarazioni relative a presunti siti pornografici trovati sul pc di Marco Poggi. Il fratello di Chiara è rappresentato dall’avvocato Francesco Compagna, che conferma la diffida inviata con il collega Fabrizio Fico, penalista esperto di privacy. «I periti – spiegano i legali – vanno in televisione a parlare di dati giudiziari, che avrebbero attinto loro, nei confronti di una persona che non è neanche coinvolta». Furono i periti Porta e Occhetti a svelare che la mattina del delitto Stasi lavorò alla sua tesi, a partire dalle 9.35 (dopo aver visionato un filmato pornografico), e che questo orario poteva dunque non essere compatibile con l’omicidio. Da qui la sentenza di assoluzione, ribaltata nel processo di appello bis: secondo il verdetto di colpevolezza Stasi avrebbe ucciso Chiara Poggi tra le 9.12 (quando risulta essere stato staccato l’allarme di casa) e le 9.35.
L’inchiesta bis – Ora si attende la chiusura delle indagini
Dopo la chiusura dell’incidente probatorio a dicembre davanti alla giudice Daniela Garlaschelli si attende che la Procura di Pavia concluda le indagini. Al momento l’inchiesta bis sul delitto di Garlasco vede coinvolto Andrea Sempio, il commesso di 37 anni amico del fratello della vittima, Marco Poggi. La perita Denise Albani ha spiegato nella sua relazione che sulle unghie della vittima c’è la presenza del cromosoma Y dell’attuale indagato (o della linea familiare paterna) ma che «si tratta di aplotipi per i quali non è possibile stabilire con rigore scientifico» a chi appartengano.
