Un lottatore peruviano per rivitalizzare l’Ivrea Ecco il regista Alvitrez
Ivrea
Domenica alle 14.30 si tolgono i sigilli al nuovo anno con la prima giornata di ritorno del campionato di calcio Promozione.
Dopo la Rivarolese, vista la presenza in spogliatoio dei vari Ataupillco ed Herrera, oltre ai vertici societari con i fratelli Surace, Juan e Josè Luis, ora anche nello spogliatoio dell'Ivrea si parlerà spagnolo, per meglio dire castigliano. Non quello tanto caro a Madrid, bensì quello parlato in Sud America.
La società del presidente Davide D'Errico, grazie anche al lavoro svolto dal neo direttore sportivo Carlo Pistolesi, ha raggiunto un accordo con il regista peruviano Christian Aholiab Alvitrez, 33 anni, soprannominato ai tempi della militanza nella Reggiana in serie D "El luchador", cioè “Il lottatore” per via del suo stile di gioco. Un calciatore che fa della generosità, abbinata però a classe e altruismo, le sue doti migliori. Prelevato dalle fila del Saronno in Eccellenza lombarda, Alvitrez lo scorso anno ha giocato al Centallo, sempre in Eccellenza e, prima ancora per ben 14 anni ha calcato i campi della D: da Gozzano, è passato poi ad Asti, Borgosesia, Correggio, Oltrepo Voghera (attualmente è la Vogherese), Fanfulla, Savona, Casale, Fiorenzuola, Reggiana, Legnano, Brusaporto Bergamo e Chieri, club, quest'ultimo dove ha militato anche un altro neo acquisto dell'Ivrea, sempre a centrocampo, ma con caratteristiche diverse rispetto ad Alvitrez, ovvero Gabriele Bove, come spiega anche lo stesso metronomo peruviano: «Sono felice di ritrovare Gabriele in questa mia avventura a Ivrea, con lui a centrocampo potrò svariare molto anche sulla trequarti ed essere più pericoloso, ma di tutto questo sarà il mister a decidere la tattica, come sempre. Quando ho saputo dell'interesse dell'Ivrea, ci ho messo un secondo ad accettare, questa piazza merita ben altri palcoscenici rispetto alla Promozione, categoria che non ho mai fatto. L'obiettivo – continua Alvitrez – è quello di arrivare il più in alto possibile».
Originario della provincia dell'Ucayali, a pochi chilometri dal Brasile, Alvitrez ha proprio in un brasiliano il suo idolo, anche se per ispirazione di gioco si deve tornare in Europa e più precisamente in Catalogna qualche stagione fa: «Per me Ronaldinho è sempre stato un idolo, il suo sorriso nel giocare l'aspetto più bello, mentre per quanto riguarda l'ispirazione nel mio stile di gioco, una via di mezzo tra Xavi Hernandez e Iniesta. Oggi, da tifoso del Toro, mi piace molto Zapata per la voglia di lottare e la personalità che mette in ogni match». D'ora in poi i tifosi arancioni diranno dunque Aguante Ivrea y adelante luchador, cioè Forza Ivrea e avanti lottatore, applaudendo alle giocate di Alvitrez.
