Asl/To4, influenze in aumento, triplicati i ricoveri in ospedale
IVREA
Un’ondata di influenze, iniziata tra Natale e Capodanno e a tutt’ora non esauritasi. È quella abbattutasi sul territorio dell’Asl/To4, che comprende gli ospedali di Ciriè-Lanzo, Chivasso, Settimo Torinese e Ivrea, dove la pressione non accenna a diminuire.
Con numeri a dir poco preoccupanti: «Nelle settimane di Natale e di Capodanno è stato raggiunto il picco influenzale, con un'incidenza che risulta essere tripla rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e doppia rispetto al picco massimo dell'anno precedente - commenta a proposito il dottor Paolo Franzese, direttore del dipartimento emergenza dell'Asl/To4 -. Questo ha comportato non tanto un aumento assoluto del numero dei passaggi, maggiore del 20% rispetto alla media, quanto piuttosto la necessità di triplicare i ricoveri per complicanze delle patologie respiratorie, che hanno interessato tutte le fasce d'età, pediatrica compresa».
Anche il relativo calo dei casi arrivato con la fine delle feste non è bastato a diminuire la pressione: «Dall'inizio della settimana in corso, nonostante ci sia stata un'iniziale diminuzione dei nuovi casi di sindrome influenzale - conclude Franzese -, al momento la pressione sugli ospedali, per quanto riguarda il fabbisogno di ricoveri, non è ancora diminuita».
Il Piemonte rientra tra le regioni classificate a livello di intensità alta, insieme ad altre aree del Paese. In Piemonte le infezioni respiratorie continuano a crescere e il quadro regionale si allinea a quello nazionale, dove l’ultima settimana di monitoraggio registra quasi un milione di nuovi casi e oltre 5,8 milioni dall’inizio della stagione.
A trainare la diffusione sarebbe in particolare la variante K del virus influenzale, indicata dagli esperti come la più aggressiva in circolazione in questo periodo. Prevalenti anche l'influenza A e lo pneumococco, mentre il Covid rimane sporadico. Elevata la presenza di anziani e di persone con situazioni complesse, quali pazienti oncologici, trapiantati, con insufficienze d'organo, che cercano una valutazione specialistica: il tasso di ricoveri per queste categorie è tra il 30 e il 40%. Risulta l'occupazione di tutti i letti di medicina e il prolungamento delle permanenze in pronto soccorso.
Per prendere precauzioni, la vaccinazione stagionale rimane una soluzione fondamentale, oltre che la più efficacie, affiancata da igiene scrupolosa, la ventilazione degli ambienti chiusi e l’autoisolamento in presenza di sintomi.
Importante anche l’uso delle mascherine, in particolare se si è o si entra in contatto con persone anziane, fragili o affette da altre patologie.
