La protesta dei trattori a Milano per fermare l’import selvaggio
CASTEGGIO. No al Mercosur, sì al prezzo giusto delle materie prime per agricoltori e consumatori. A un anno e mezzo distanza dalle proteste nei principali centri oltrepadani, i trattori tornano in piazza per chiedere maggiori tutele per il settore agricolo.
L’appuntamento è per venerdì mattina, a Milano, con un presidio fisso in piazza Duca d’Aosta (zona Stazione Centrale) organizzato da Riscatto Agricolo Lombardia, associazione nata proprio dopo le proteste dei trattori del 2024, e Coapi (Coordinamento agricoltori e pescatori italiani). Saranno una quindicina i trattori pavesi presenti all’iniziativa, ma in totale ci saranno oltre un centinaio di mezzi mobilitati da tutta la Lombardia e da altre regioni.
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I nodi della protesta
Primo obiettivo della mobilitazione è dire “no” al Mercosur, il trattato commerciale di libero scambio tra l'Unione Europea e l'omonima organizzazione di Stati latino-americani.
«Il via libera all’accordo significherebbe importare a dazio zero dal Sudamerica prodotti di scarsa qualità, che abbatterebbero i nostri guadagni, perchè noi non riusciremmo a competere con la merce che entra a basso prezzo - spiega Enrico Chioetto, portavoce degli agricoltori pavesi -. Il governo parla di reciprocità, ma sappiamo già che non ci sarà mai da parte di questi Paesi. Sicuramente arriveranno cereali, pollame e carne bovina di dubbia provenienza, trattati con principi attivi che da noi sono vietati da almeno trent’anni e da allevamenti intensivi, mentre noi abbiamo degli obblighi Ue da rispettare per il benessere animale». Un altro tema che gli agricoltori vogliono affrontare con la mobilitazione è quello dell’etichettatura: «Vorremmo che venga istituita una legge sull’etichettatura per mettere nero su bianco la provenienza della materia prima - aggiunge Chioetto -. Si tratta di una questione di trasparenza per chi vende e per il consumatore finale che deve sapere da dove arriva la materia prima. Questo, con il Mercosur, non sarà possibile».
Infine, c’è la questione del giusto prezzo della materia prima che viene venduta dagli agricoltori: «Un’esigenza che vale sia per noi, che dobbiamo cercare di stare in piedi con il prezzo delle materie prime che vendiamo - spiega ancora il portavoce degli agricoltori provinciali - sia per il compratore finale che deve poter acquistare ad un prezzo congruo per le sue possibilità». Tutti temi che verranno sviscerati durante la mobilitazione di venerdì, a cui sono stati invitati cittadini, istituzioni, politici e associazioni di categoria. «In questi due anni di proteste abbiamo risolto pochissimo, pur avendo fatto delle proposte concrete - conclude Chioetto -. L’approvazione del Mercosur è stata rinviata perchè governo e associazioni vogliono la reciprocità, ma, in realtà, la sua approvazione sarebbe la morte del settore agricolo in primis e, in secondo luogo, una vera e propria emergenza a livello sanitario per quello che arriverà sulle nostre tavole».
