Addio al dottor Ravera, l’anestesista di Ivrea che amava i cani
IVREA. «Non eri solo il nostro dentista: eri, prima di tutto, un cuore d’oro. Quando entravi nello studio, prima di te entrava il tuo sorriso e bastava già questo per infondere serenità e tranquillità nell’attesa e non c’era quasi più bisogno di qualsiasi anestesia. La tua cordiale semplicità nel porgerci le tue cure era splendida. Non lasci un vuoto, ma un abisso nel nostro cuore. La tua voce, sempre incorniciata da un eterno sorriso, si fondeva calda e serena con la tua persona semplice e sempre accogliente e ospitale. Il tuo lavoro era porto non come tale, ma quasi come aiuto amichevole a chi si affidava alle tue cure». È solo un breve estratto da uno dei tantissimi messaggi di cordoglio giunti alla famiglia, la moglie, Antonella Tirassa, e la figlia Nicoletta, per la morte improvvisa del dottor Riccardo Ravera, 76 anni, scomparso mercoledì 31 dicembre, per le conseguenze di un’embolia polmonare. Una notizia, quella della sua inaspettata scomparsa, che ha provocato un forte impatto emotivo nella gente, evidenziando quanto fosse persona stimata e amata non solo dagli amici, ma anche da tutti quelli che, a vario titolo lo avevano conosciuto.
Era figlio dell’indimenticabile professor Mario Ravera, primario di Medicina interna e libero docente di Semeiotica medica all’Università di Torino, mancato nel 1975, e di Olga Oderio, insegnante di dattilografia e stenografia, ed era cresciuto, insieme alla sorella Adriana, celebre cardiologa, nella splendida villa di famiglia, in corso Nigra, dove tuttora risiedeva insieme alla moglie e ai loro amati cani di razza Cairn Terrier, premiati ai più importanti concorsi. Anche Riccardo Ravera era medico, apprezzato per la sua bravura e per la rara umanità. Si era laureato nel 1974, a Torino, e specializzato in Anestesia e, successivamente, in Fisiopatologia respiratoria e Odontoiatria e protesi dentaria. Subito dopo l’esame di Stato è stato assunto in ospedale, ad Ivrea, come aiuto anestesista e rianimatore, nel reparto diretto dal professor Tempo. Ha lavorato in ospedale sino alla pensione e, in seguito, sempre come anestesista, alla clinica Santa Rita di Vercelli prima e in Clinica Eporediese poi, fino al 22 dicembre scorso. Dal 1982 ha professato anche come odontoiatra. Il dottor Ravera era legatissimo alla consorte, Antonella Tirassa: una simbiosi assoluta che per 44 anni li ha visti uno accanto all’altro, nella vita come nell’attività dello studio dentistico, a Banchette d’Ivrea. «Abbiamo condiviso anche la stessa profonda passione per i cani e le esposizioni canine – racconta, commossa, la moglie – tanto che al funerale hanno preso parte tante persone legate al mondo dei cani, provenienti da mezza Italia, e ho ricevuto parole di conforto da tutta Europa, anche da parte di persone che non conoscevo, tra le quali addirittura un segretario di ring che mi ha scritto ricordandolo con grande sensibilità. A conferma della passione per i cani è la sua indicazione, tempo fa, di porre sulla sua tomba una foto che lo ritraeva con la nostra cagnolina, Tallulah Belle, che oggi ha 15 anni: una immagine bellissima e spontanea scattata da un’allevatrice svedese venuta a trovarci in Italia, tempo fa». «Riccardo – conclude – è sempre stato una brava persona, speciale , stimata e amata da tutti». I funerali si sono svolti venerdì 2, nella chiesa di San Grato, in Borghetto, celebrati dal parroco, don Giuseppe Duretto: in molti vi hanno preso parte per recare un ultimo saluto all'amico scomparso e stringersi ai suoi cari.
