La piaga della medicina difensiva: così nel nuovo anno bisogna prevenire l’eccessiva prevenzione
Ho ascoltato con attenzione le parole di Roberta Villa, autrice di “Cattiva prevenzione” su Radio24 del 30 dicembre 2025, che ci dice che l’idea di prevenzione, pur rimanendo in alcuni casi fondamentale, è stata in questi ultimi anni un po’ deformata in quanto tanti i controlli che facciamo, magari annualmente, non hanno la capacità di ridurre la mortalità, come invece fanno gli screening oncologici ad esempio per il colon retto o per il tumore della mammella.
Da tempo, nella mia pratica clinica di ogni giorno, ho avvertito questo e per spiegare meglio vi dico che una assicurazione dei dirigenti prevede, proprio annualmente, l’esecuzione di test per la prevenzione del glaucoma e della maculopatia con tre test (Pacchetto prevenzione: Perimetria computerizzata, pachimetria corneale e Oct) spesso inutili. I primi due per la diagnosi di glaucoma e il terzo prevalentemente per la diagnosi di maculopatia.
Ma come dico da anni basterebbe una semplice visita oculistica per fare la diagnosi, e solo nel dubbio o per approfondimento prima della terapia occorre eseguire gli esami stessi.
Parrebbe invece che il marketing, da un lato di BigPharma che vuole accaparrarsi i non malati (lo sviluppo esponenziale di integratori o farmaci da banco va in questo senso?) e dall’altro delle “aziende” sanitarie, prevalentemente private accreditate, che hanno visto il grande conseguente guadagno, faccia da peso di misura a scapito ovviamente di chi ha realmente bisogno e che si vede allungare le liste di attesa. In parte questa emorragia di esami spesso inutili dipende anche dalla medicina difensiva, vera piaga della sanità moderna.
In tutto ciò chi spende è sempre il cittadino tramite la spesa sanitaria che aumenta e per le ricadute sociali che la spesa assicurativa mal utilizzata ha sulla vita di tutti i giorni.
Ma restando nel mio campo dico da anni che se si volesse realmente ridurre nettamente quel 14% di incidenza in Italia della malattia oculistica più silenziosa che si chiama glaucoma basterebbe immettere nella visita per il rinnovo della patente la misurazione della pressione oculare per uno screening valido perché massivo, cadenzato e, guarda caso, più ravvicinato con l’aumento degli anni e con l’aumento dell’incidenza della patologia. Peraltro il rinnovo viene pagato anch’esso dal cittadino ma, questo sì, diverrebbe realmente una buona prevenzione.
Non parliamo poi delle maculopatie con l’enorme spesa sociale di iniezioni intraoculari con farmaci uguali ma con costi enormemente diversi che io sono riuscito, con l’aiuto di Report, a fermare. Contro BigPharma che ne crea sempre di nuovi, spesso con scarsa utilità.
Dobbiamo nel nuovo anno prevenire la prevenzione con abitudini di vita migliori e lasciare la diagnosi e la terapia ai medici partendo dalla sintomatologia e dall’empatia. Questo ci hanno insegnato negli anni universitari. Non si può curare pensando alla terapia e al guadagno. Occorre prima fare una diagnosi corretta da cui partono gli accertamenti per poi, eventualmente, confermarla.
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