No di Banchette al salario minimo nei cantieri per over 58
BANCHETTE D’IVREA. Bocciata nella seduta consiliare di mercoledì scorso la mozione del gruppo di minoranza Uniti con voi per Banchette dedicata al salario minimo, che da coloro che l’avevano proposta, i consiglieri Emanuele Splendore, Maurizio Cieol, Salvatore Pennisi ed Alberto Russo, era stata definita «una questione di giustizia sociale».
Nel documento, attraverso un’articolata illustrazione, l’opposizione avanzava una proposta concreta, chiedendo in sintesi un’indennità giornaliera superiore per i cantieri di lavoro avviati a Banchette: pari ad almeno 9 euro netti l’ora. «Ma possiamo ragionare anche su 9 euro lordi». È sceso a patti Cieol, senza però riuscire ad ottenere l’approvazione della maggioranza.
«Siamo ben coscienti dell’importanza di una giusta e adeguata retribuzione del lavoro – ha spiegato il capogruppo di maggioranza Giampiero Bobbio nell’argomentare la bocciatura –. Questo principio sta alla base della formazione civile di ciascuno di noi e, pertanto, siamo pienamente favorevoli all’istituzione di un salario minimo di 9 euro lordi e appoggiamo le attuali proposte di legge sul salario minimo a livello nazionale. Tuttavia, va chiarito che la misura Cantieri di lavoro per persone disoccupate over 58 non configura un rapporto di lavoro subordinato, ma uno strumento con finalità sociale».
«Introduce un aiuto straordinario finanziato dalla Regione Piemonte e dal Fondo sociale europeo rivolto a persone disoccupate di oltre 58 anni di età e prive di continuità contributiva – continua –. Ai partecipanti non viene corrisposta una retribuzione, bensì una indennità giornaliera forfettaria, collegata alla presenza ed allo svolgimento di attività progettuali. Tale indennità è stabilita dal bando regionale ed è differenziata in base al monte ore settimanale, arrivando per la tipologia massima, a 41,20 euro netti per una giornata di 7 ore. Ai partecipanti vengono inoltre garantiti i versamenti contributivi, che li aiutano a maturare i requisiti per il pensionamento. Il bando non prevede esplicitamente la possibilità per i Comuni di incrementare questa indennità con risorse proprie al fine di equipararla a una retribuzione oraria o a un ipotetico salario minimo, in quanto un’azione di questo tipo altererebbe la natura stessa dell’istituto, che non è un rapporto di lavoro, ma una misura straordinaria di inclusione sociale».
Resta invece sempre possibile, come già previsto dal Comune di Banchette, riconoscere servizi integrativi all’indennità, quali ad esempio i buoni pasto, nel pieno rispetto dei limiti fissati dal bando regionale. «È importante poi sottolineare che il Comune di Banchette non utilizza i cantieri di lavoro per sostituire il personale comunale, poiché la gestione ordinaria è già garantita dai cantonieri regolarmente assunti e retribuiti – conclude Bobbio –. È quindi evidente che la mozione presentata non è fondata e non può trovare accoglimento, poiché confonde due ambiti distinti: il lavoro subordinato, regolato a livello statale; i cantieri di lavoro, che sono misure di sostegno e inclusione sociale, regolate dalla Regione».
