La magia delle parole, Antonelli inaugura “Lezioni di italiano” al cinema Politeama
PAVIA. Ogni nuova parola è una scoperta. Un passo verso la consapevolezza. Lezioni di italiano - un ciclo di cinque incontri che prende avvio lunedì sera, alle 21, al cine-teatro Politeama di Pavia, con una conferenza di Giuseppe Antonelli, ordinario di Storia della lingua Italiana, su La magia delle parole – si pone l’obiettivo di far «conoscere e amare la nostra splendida lingua».
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«Il ciclo delle lezioni di italiano contiene già nel titolo scelto dal professor Antonelli, apparentemente tradizionale, i suoi punti di forza innovativi – riflette Andrea Moro, neurolinguista alla Scuola Normale di Pisa e allo Iuss di Pavia che terrà il secondo incontro lunedì 13 ottobre –. Primo quando si parla di linguaggio, occorre utilizzare un metodo scientifico che va studiato e approfondito come in tutti gli altri ambiti della scienza. Secondo si parte dall’italiano proprio perché è a partire dalla propria lingua che questo percorso scientifico va attuato, evitando l’illusione di conoscere una grammatica solo perché la si usa. Verranno messe a confronto prospettive molto diverse, nessuna preferenziale, tutte convergenti verso un punto fondamentale nel dibattito culturale contemporaneo: l’unicità del linguaggio umano rispetto agli esseri viventi e rispetto alle macchine parlanti, cioè l’intelligenza artificiale. Le parole infinite (quasi) è il titolo della conferenza di Moro. Combinando una manciata di suoni, dimostrerà il linguista allievo di Chomsky, costruiamo parole che combinate a loro volta generano tutti gli infiniti pensieri. Ma sarà davvero così? L’indagine sul cervello ha rivelato lingue umane impossibili e al contempo ci ha fatto scoprire il dono dei nostri limiti.
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Lunedì 27 ottobre Stefano Bartezzaghi, docente di Semiotica della Creatività allo Iulm di Milano terrà la sua lezione su un tema a lui caro e familiare: Le parole crociate. «Oltre che mettersi in fila una dietro l’altra, come si dice che adesso sappiano fare anche le macchine, le parole possono fare altro. Per esempio, possono incrociarsi, tra orizzontali e verticali, per un divertimento che in Italiaperdura da un secolo e che forse ci potrebbe parlare anche d’altro».
Lunedì 10 novembre Beatrice Cristalli, consulente in editoria scolastica, formatrice e linguista, si soffermerà sulle Parole giovani. «Lungi dall’essere una minaccia per l’italiano – spiega – il gergo giovanile rappresenta una varietà legittima e significativa. Del resto, non è un’invenzione recente, ma un insieme di espressioni affiorate già all’inizio del Novecento. Analizzarlo consente di cogliere dinamiche identitarie e sociali, rivelatrici della complessità dell’italiano contemporaneo. Perché non esiste un italiano: ne esistono molti».
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Chiuderà la rassegna il 24 novembre la conferenza-spettacolo di Alessandro Bergonzoni Pensiero Parola (opere o scene?). «Credo ci sia un alfabeto dei sensi per arrivare a dir ciò che le parole non odono – anticipa Bergonzini, artista, attore e autore – Conquistare significati o significati con cui stare? Adire a nuove azioni odire antiche annunciazioni? Nonsapevolezza o consapevolezza? Questa sarà la scena.In forma d’opera, da una voce all’altra, intimamente, oscenicamente. Voci del verbo?».
Da lunedì 29 settembre, alle 21, fino al 24 novembre al Politeama di Pavia. I relatori: Alessandro Bergonzoni, Giuseppe Antonelli, Andrea Moro, Beatrice Cristalli e Stefano Bartezzaghi.
