Bad Guy, la birra di qualità made in Sant’Alessio
Bad Guy è una beer firm nata nel 2013, un po’ per caso e un po’ per passione grazie a Nino Parnisari. «Non disponendo di un mio impianto di produzione, realizzo le mie birre artigianali da altri – afferma Nino, 53 anni, che sta lavorando a Sant’Alessio con Vialone nell’impianto del Birrificio Occupato –. Per quello che mi riguarda sono sempre stato appassionato di birra. Mio padre Gian Piero, mastro birraio e responsabile di qualità, lavorava in un impianto vicino alla Svizzera e quando ha chiuso si è trasferito allo stabilimento della Peroni, dove io, in estate, durante la scuola facevo un po' di tutto».
Una passione antica
Parnisari per qualche anno ha fatto l’elettricista, ma l’amore per la birra covava sotto la cenere, così dapprima ha iniziato a prepararle in casa e con le prime creazioni ha partecipato a fiere e concorsi.
«Sono state molto apprezzate – sottolinea – a quel punto ho deciso di trasformarlo in un lavoro. Ho collaborato con Retorto a Podenzano e Stradaregina di Vigevano, oltre che col Birrificio Opera. Il nome Bad Guy? Non volevo identificarmi col territorio ed è nato per caso». Nino lavora insieme a suo fratello Lele che ha fatto per anni il cantiniere. «Io creo le ricette della birra – continua Nino – Lele cura il lavaggio e l’imbottigliamento. Per ora le nostre birre si possono trovare in alcuni locali della provincia come il Broletto, il ristorante vegano a Mirabello e lo Stand Bike a Borgarello e in altri fuori regione. Produciamo anche birra senza glutine». Le Bad Guy sono divise in tre linee. Le suggestioni di un romanzo, le vibrazioni della buona musica e la passioni di un visionario, prima ancora che malto, luppolo e lievito, sono gli ingredienti delle birre Bad Guy.
Una linea è dedicata alla musica ed è ispirata agli stili birrari americani, la seconda alla letteratura e agli stili europei e la terza è dedicata a libere interpretazioni degli stili tradizionali. Sono le tre passioni che Nino Parnisari ha abbinato alle sue creazioni. Musica: Anastasia (APA); Foxy Lady (California Common); Rocket Queen (IPA); Tin man (American Ipa). Letteratura: Notte Imbecille (Dry Stout); Alice Sotto Terra (London Porter); Zuppa di vetro (Gose). Freak: Spaventapasseri (American Wheat) e Malabrocca (Cream Ale). «I nomi delle birre della linea musica sono di canzoni che amo – spiega Parnisari – quelle della linea letteratura sono legate ai nomi di scrittori che preferisco. Alcuni esempi? La Malabrocca è dedicata al ciclista pavese, è una birra chiara di grande bevibilità. L’Anastasia è stata la prima che ho creato, una american pale ale con finale amaro. La Rocket Queen è una ipa profumata con una nota amara». —
MAURIZIO SCORBATI
