Rosicchiano e scavano buche: arvicole all’assalto dei giardini a Voghera e in Oltrepo
VOGHERA. Scavano sistemi di gallerie sotterranee i cui ingressi punteggiano i giardini, i bordi dei campi, persino le aiuole, e danneggiano inevitabilmente fossi e argini: sono le arvicole, roditori più affini ai criceti che a ratti e topi, la cui presenza è letteralmente esplosa quest’anno a Voghera e in tutto l’Oltrepo. Le segnalazioni di cittadini e agricoltori non si contano più, perché i tenaci animaletti banchettano volentieri con le radici degli ortaggi o con il colletto dei giovani alberi da frutto, e a tempo perso capita che rosicchino anche i tubi dell’irrigazione. Peccato che contro di loro non ci sia arma che tenga se non la pazienza: così come sono comparse, spiega l’esperto, presto spariranno.
«In questa zona – dice un’abitante di Campoferro – hanno scavato ovunque, e i fossi stanno cedendo dappertutto. Non mi piace averle in giardino, ma mi preoccupa anche la tenuta delle strade e ciò che succederà quando ricomincerà a piovere e si verificheranno dei cedimenti. Quasi invisibili di giorno, escono per lo più quando piove, e le loro tane si riempiono di acqua: allora le vedi uscire allo scoperto in gruppi numerosi».
Segnalazioni arrivano anche da diversi agricoltori della zona, esasperati dalla loro presenza. Per quanto possano essere fastidiose, però, alle arvicole è molto difficile fare la guerra: «Non esistono trattamenti efficaci per debellarle – spiega Nicola Pilon, titolare della Elitron, azienda specializzata in questo settore – perché le arvicole non mangiano le esche topicide, né si avvicinerebbero mai a una trappola che le contiene. Quindi, per prima cosa, mi sento di chiedere alle persone di non provarci nemmeno: finirebbero solo per rischiare di avvelenare qualche altro animale». Quindi, cosa fare? «Niente – consiglia l’esperto – perché per questa specie è normalissimo avere dei picchi riproduttivi, delle vere e proprie esplosioni come quella di quest’anno, che però rientrano in tempi brevi. In pratica, se si verificano le giuste condizioni climatiche, proliferano, ma un po’ i predatori (gatti, volpi e uccelli rapaci) e un po’ il mutare delle condizioni climatiche stesse, contribuiscono a ripristinare la normalità. Certo capisco che per chi ha l’orto o, peggio, per chi ha una coltivazione orticola, possa rappresentare un disagio, ma davvero l’unico modo per controllare questi roditori sarebbe lavorare i terreni, distruggendo però insieme alle tane anche le coltivazioni».
