Antonio Conte: “L’obiettivo è rendere orgoglioso il popolo napoletano. Lucca, Lang, Marianucci e Beukema sono giocatori buoni, ma devono crescere”
Ieri l’inizio del ritiro a Dimaro per il Napoli, oggi le prime dichiarazioni di Antonio Conte che ha parlato in conferenza stampa.
Quali sono gli obiettivi fissati da De Laurentiis?
“Il presidente è molto intelligente, non mi fissa nessun obiettivo, sapendo chi c’è e cosa vuole ottenere. L’obiettivo è rendere orgoglioso il popolo napoletano, s’è creata una simbiosi, ricordo tutti i soldout sin dai preliminari di Coppa Italia. Il popolo napoletano ha visto una squadra che, al di là di tutto, sudava la maglia e questo non deve cambiare. Ricordate che ne vince sempre una e non è detto che le altre abbiano fallito”.
L’anno scorso lo slogan era ‘amma faticà’, quale sarà quello di questa stagione?
“Appena finito il campionato me lo chiesero, dissi ‘amma faticà again’, può andare bene a livello europeo con l’aggiunta in inglese. Se vogliamo restare sul napoletano possiamo fare ‘amma faticà ma chiu assaje’ e restiamo in tema. Avremo competizioni, la nuova Champions, la Supercoppa, la Coppa Italia e ci stiamo attrezzando per competere e rendere orgogliosi noi stessi ed i tifosi”.
Quanto è importante avere già una struttura solida rispetto all’anno scorso?
“L’importanza è notevole. Nel nostro albergo vedevo la foto dell’anno scorso e fa riflettere il percorso fatto. Siamo venuti qui con tanti ragazzi, pochi calciatori sono rimasti, io chiesi al club di vederli e valutarli e facemmo altre scelte. Se andiamo a vedere chi è rimasto, ne avrò contati 6-7. Quest’anno torniamo con lo scudetto sul petto, con tutti i confermati dell’anno scorso ed è un’altra situazione e stanno arrivando calciatori perché a giugno abbiamo sposato una visione che non guarda solo al presente ma anche al futuro e stiamo seguendo questa linea. Oltre ad alzare la qualità della rosa abbiamo necessità di implementare a livello numerico per i tanti impegni, a differenza delle altre che sono state in Europa e hanno fatto le competizioni, noi non dobbiamo prendere sotto gamba questo. Stiamo creando una situazione con scelte ponderate per una struttura solida che duri nel tempo e non costruita su palafitte che crolli via al primo soffio di vento”.
Come cambia la preparazione con quattro competizioni?
“Non cambia più di tanto, tu prepari l’annata, chiaro che cambia perché non avremo una settimana e giorni precisi da dedicare al lavoro fisico e tattico. Quando hai tante competizioni devi sfruttare il momento, pure un momento dopo la partita, cercare di dare qualcosa a chi gioca meno, bisogna riuscire ad allenare tutti e la forza dell’anno scorso è stata questa e chi è entrato stava bene, merito a tutti i calciatori utilizzati di meno e che erano in perfetta forma, allenandosi al meglio nonostante lo spazio ridotto. Dovremo sfruttare qualsiasi tipo di spazio per allenare tutta la rosa, l’anno prossimo ci sarà più spazio per tutti perciò dovremo alzare la qualità e non avere differenza tra i giocatori”.
Lucca e Lukaku possono coesistere? Come stanno Buongiorno e Gilmour?
“Quando hai tante competizioni non puoi fare il titolare ed il non titolare, ci sarà spazio per tutti perciò c’è esigenza di implementare una rosa non strutturata ed ancora oggi non è strutturata per tutte le competizioni. Lo stiamo facendo in maniera mirata per il presente ma anche molto sul futuro, arrivano giocatori che a parte De Bruyne hanno dimostrato di essere di buona prospettiva ma non hanno ancora raggiunto il picco e io dovrò essere bravo a migliorarli e farli crescere per alzare ancora di più il livello. Il mio lavoro sarà fondamentale, molti hanno scelto questa situazione anche perché può migliorare la loro carriera. Lucca, Lang, Marianucci, Beukema: parliamo di giocatori buoni ma che sanno che loro per primi vogliono crescere e questo porterò benefici nel tempo. Prendi ad esempio Amir, l’hai preso dal Verona, oggi è un calciatore importante, non era così quando l’abbiamo preso, lo stesso per Marianucci e gli altri, l’importante è prendere chi sposa la causa, il lavoro, la serietà, l’appartenenza. Buongiorno ha avuto un’operazione, ci auguriamo che nel giro di tre settimane possa tornare disponibile e Gilmour ha finito con noi, poi ha fatto due gare con la nazionale ed ha accusato qualche problema agli adduttori e stiamo cercando di monitorare bene la situazione. È inutile forzare all’inizio”.
L’anno scorso di questi tempi fece riferimento ai tanti gol subiti. Ha individuato un punto di ripartenza o da migliorare?
“Noi l’anno scorso a Dimaro eravamo veramente in pochi. Partivamo praticamente da zero a livello di conoscenza mia e di calciatori, oggi lavoriamo dopo un anno di lavoro e c’è una base importante da cui ripartiremo, cercando di migliorarla. Ci stiamo già lavorando, ho già fatto vedere ai ragazzi cose positive e cose che non siamo riusciti a fare. Mi auguro che, con un anno di lavoro in più, non si parte da zero. Per me questo è molto importante, al tempo stesso dobbiamo introdurre in questi meccanismi i nuovi calciatori. Dovrò essere bravo io ma anche i calciatori stessi. Sicuramente l’anno scorso a livello difensivo siamo stati bravi, penso che dobbiamo migliorare nel cercare di fare più gol, dove l’anno scorso non siamo stati così realizzativi per quanto creato. Ma c’è sempre da migliorare. L’anno scorso lamentai in rosa la mancanza di certi giocatori e stiamo cercando di sopperire”.
Il ritorno in Champions è più stimolante anche per rispondere a chi la critica per i suoi risultati in Europa?
“Per noi sarà stimolante sicuramente. Io ho fatto sei annate da allenatore in Europa, prendendo sempre squadre che prima non facevamo la Champions, squadre in ricostruzione. Io posso capire che mi si chiedano i miracoli, ma ci sono fatti che non possono essere trascurati. La Champions è un percorso, sicuramente io devo avere pazienza a stare più anni in un club perché così costruisci davvero. Le altre volte sono andato via, ma ho lasciato anche una struttura che poi si è presa le sue soddisfazioni. Sei partecipazioni sono poche, se si confronta ad esempio col Manchester City. Io sono comunque il primo a essere stimolato, poi sappiamo che la lotta delle italiane con le altre è impari. Noi sappiamo chi siamo, siamo orgogliosi di chi siamo, ma sappiamo anche i nostri limiti. La possibilità di spesa è totalmente diversa. Dobbiamo cercare col nostro meglio di dare fastidio, come successo lo scorso anno. Saremo armati, questo deve essere il messaggio per tutti quanti”.
Come si collocherà tatticamente De Bruyne?
“Lui per come giocava al City è un centrocampista che può diventare trequartista. Ha caratteristiche precise: grandissima qualità, quando ha la palla vede cose che tanti altri non vedono. Abbiamo quattro competizioni, non iniziamo a dire questo è titolare e questo no altrimenti si cade nel provincialismo”.
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