Ponte Preti, manca ancora la lista dei finanziamenti
IVREA. Grandi sorrisi, dichiarazioni di amore per il territorio bipartisan, sembrava una nuova primavera canavesana. Ma dove sono finiti, oggi, i fondi del governo per il ponte Preti?
Se lo chiedono Daniela Ruffino, onorevole di Azione-Italia Viva, e Alberto Avetta, consigliere regionale del Pd. Entrambi hanno presentato interrogazioni in due sedi diverse: la commissione Infrastrutture della Camera dei Deputati e il consiglio regionale. Per capire perché a oggi non ci sia una lista dei progetti ammessi a finanziamento, che permetterebbe a tutti di dormire sonni tranquilli.
«Il Piemonte aspetta risposte chiare sulle risorse previste dal cosiddetto decreto Ponti - scrive Ruffino -, un atto indispensabile per la messa in sicurezza di numerose infrastrutture del territorio. Una necessità che ho ribadito a lungo in commissione alla Camera, anche attraverso atti di sindacato ispettivo: l’ultimo è stato il 22 gennaio, in occasione del question time, in cui chiedevo la proroga del decreto. Si sarebbero perse importanti risorse, mettendo a rischio la sicurezza di intere comunità. Lo scorso 13 febbraio, la maggioranza aveva rivendicato la proroga del decreto, ma a oggi non ci sono certezze sullo stanziamento dei finanziamenti che, per il Piemonte, superano i 60 milioni di euro. Tra gli interventi urgenti c’è anche il Ponte Preti, opera fondamentale per il collegamento del Canavese occidentale e Ivrea».
Se l’emendamento è stato approvato, cosa manca? La lista del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con i progetti finanziati. «Sono molto preoccupato - spiega Avetta -. La mia interrogazione porta la data di maggio e, a oggi, non ho ricevuto risposte. Il fatto che non ci sia notizia della graduatoria ministeriale mette in grande difficoltà la Città metropolitana che ha già anticipato parecchi fondi per concludere le progettazioni. A settembre sarà tardi ed i ponti piemontesi saranno nuovamente a rischio. Ci resterà il solito e sterile rimpallo di responsabilità».
Rimpallo di responsabilità a cui si era assistito già prima che scoppiasse la pace tra gli enti.
Il nuovo ponte Preti, come altre infrastrutture piemontesi, rischiavano infatti di essere depennate dalla lista delle opere destinatarie di fondi, perché Città metropolitana non aveva presentato alcun progetto.
Al momento l’ex provincia è al lavoro, sta anticipando fondi per le progettazioni, ha anche sollecitato la graduatoria, ma al momento non ci sono certezze. Per aver i progetti entro fine anno, però, quando la proroga votata scadrà di nuovo, c’è la necessità della certezza del finanziamento. Certezza che fino ad oggi, nessuno ha.
Il Ponte Preti aveva unito tutte le forze sociali e politiche canavesane. Nella consapevolezza che si tratta di un’infrastruttura importante per merci e lavoratori e che una sua eventuale chiusura, taglierebbe a metà il territorio, separando definitivamente il Canavese occidentale dalla zona dell’Eporediese.
