Parco Moruzzi, il caso si allarga: altri due indagati e nuove accuse
PAVIA. Due nuovi indagati e altre accuse per chi già aveva ricevuto un avviso di garanzia. L’inchiesta sui lavori al parco Moruzzi e all’area verde del castello di Mirabello che ha portato in carcere l’imprenditore agricolo Alberto Marchesi, 57 anni, si allarga ad altri interventi per la manutenzione del verde - due di diserbo dei marciapiedi della città e uno di pulizia delle sponde della Vernavola - e altre persone. La Procura di Pavia contesta irregolarità per tre commesse assegnate dal Comune di Pavia a due ditte e poi subappaltate, senza un contratto, a Marchesi. Questo nuovo filone vede indagati, oltre all’imprenditore agricolo, anche il dirigente comunale dell’Urbanistca e Verde pubblico, Giovanni Biolzi (che aveva già ricevuto un avviso di garanzia in questa inchiesta), la funzionaria Gigliola Santagostino, all’epoca responsabile della procedura di appalto per il Comune di Pavia e il titolare della ditta piacentina Agri Ds Srl, Stefano Daprà, che aveva preso in appalto i lavori, poi girati in buona parte a Marchesi.
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Lo schema ipotizzato
Secondo l’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Stefano Civardi, alcuni appalti per il verde assegnati dal Comune di Pavia sarebbero stati viziati da irregolarità, perché girati alle ditte di Marchesi senza un regolare contratto. Lo schema ipotizzato dalla Procura si sarebbe ripetuto in diversi interventi, a cominciare dai lavori al parco Moruzzi, a Pavia ovest, e all’area verde del castello di Mirabello, dove i lavori erano stati assegnati a una società riconducibile a Marchesi e poi subappaltati al Consorzio forestale di cui lo stesso imprenditore era presidente ma che era già fallita nel 2021. Marchesi, che si trova in carcere a Torre del Gallo, è accusato anche di evasione fiscale e autoriciclaggio (per il reimpiego illecito di denaro proveniente da fatturazioni false). E proprio nell’ambito di questa indagine e dopo avere esaminato la documentazione che fu sequestrata sia a Marchesi che negli uffici del Comune di Pavia, la Procura ha allargato le indagini. Marchesi, che è rappresentato dagli avvocati Marco Casali e Giuseppe Stracuzza, si è difeso dalle contestazioni durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero, avvenuto a giugno. Il contenuto dell’interrogatorio è coperto da segreto, ma da quanto si è saputo le sue dichiarazioni avrebbero spinto la Procura ad approfondire, anche attraverso perquisizioni e sequestri di documenti a carico degli indagati (Santagostino è difesa dall’avvocato Yuri Lissandrin, Biolzi dall’avvocato Alessandro Bastianello di Milano, mentre non è stato possibile risalire al legale di Daprà).
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Gli interventi nel mirino
Gli interventi che hanno spinto la Procura ad aggiungere altre contestazioni risalgono al 2021. Il primo è quello relativo al «Servizio di diserbo su marciapiedi, strade, piste ciclabili, aree marginali» di proprietà del Comune di Pavia per l’importo di 48.678 euro. Lavori affidati dal dirigente Biolzi, con determina dirigenziale, alla ditta piacentina di Daprà, che li avrebbe subappaltati a Marchesi, il quale secondo la procura intratteneva rapporti con Santagostino. Del subappalto, secondo l’accusa, Biolzi sarebbe stato a conoscenza. Lo schema si sarebbe ripetuto per una seconda commessa per lavori di diserbo, per 42.800 euro, assegnati ad aprile 2021 alla stessa ditta piacentina e poi girati a Marchesi. Il terzo intervento, di novembre 2021, riguarda la pulizia delle sponde della Vernavola, nel tratto di via Molino tre Mole, per 49.500 euro: i lavori furono assegnati a una ditta riconducibile allo stesso Marchesi, la Corilicola Pavese, e poi subappaltati, per oltre 37mila euro, a un’altra ditta di Marchesi.
L’appalto – Verifiche partite dall’area verde al confine con il Navigliaccio
L’indagine su Alberto Marchesi parte dagli accertamenti sui lavori per 193mila euro al parco Moruzzi, a Pavia ovest, assegnati alla ditta Floricoltura di San Donato Milanese. Lavori, per la procura, irregolari, che ora la ditta sta rifacendo: ha sei mesi di tempo per concluderli. In questo filone sono indagati, per accuse che vanno dalla frode nelle pubbliche forniture alla truffa ai danni dello Stato, anche il dirigente comunale Giovanni Biolzi, la dirigente responsabile unico del procedimento, l’agronomo che ricoprì l’incarico di direttore dei lavori, i due titolari della ditta e la stessa azienda. Nell’area verde che si trova al confine con il Navigliaccio erano previsti, nel biennio tra il 2021 e il 2022, lavori di piantumazione e di rifacimento degli arredi a un campo da calcio. I lavori furono assegnati alla ditta di San Donato ma di fatto poi eseguiti in maniera illecita dall’imprenditore agricolo pavese per circa 132 mila euro. Il progetto prevedeva, tra le altre cose, la piantumazione di 4mila alberelli, molti dei quali rinsecchiti dopo pochi mesi. Nel corso degli accertamenti l’indagine si è allargata anche ai lavori sull’area verde al Castello di Mirabello, per 71mila euro: Marchesi avrebbe preso i lavori per poi subappaltarli, senza autorizzazione, a una società consortile già in liquidazione dal 2021. Nei confronti di questa società avrebbe poi emesso una fattura falsa per circa 65mila euro.
