Il Canavese è ancora tricolore: Andrea Giganti una certezza
IVREA. L’acqua scorreva rapida sul torrente Mella, come il tempo in una domenica che sapeva di attesa, di adrenalina, di futuro. Nessuno parlava, tutti guardavano. In quel silenzio teso, si costruiva la storia sportiva. E alla fine, quando è arrivata la voce della vittoria, è stato come aprire una diga: emozioni, abbracci, lacrime, mani alzate al cielo. Campioni d’Italia. Ancora. Per la quinta volta in sette anni. Ma questa, per Andrea Giganti, è la più bella. Perché è arrivata quando sembrava impossibile, quando la pressione era massima, quando il gruppo si è stretto fino a diventare una sola anima. La Scuola pesca Valle Imagna ha scritto un’altra pagina di storia, e lui, il ragazzo di San Ponso con la passione cucita addosso fin da bambino, ne è stato ancora una volta il motore, la guida, il volto.
La vittoria è arrivata domenica 29 giugno, al termine di due gare perfette. Un meccanismo che ha funzionato senza sbavature. Tecnica, adattamento, lettura del torrente, controllo dei nervi. «Con pazienza, tenacia e unione abbiamo portato a casa la vittoria. Tecnica, sangue freddo e una squadra che non ha commesso errori. Ogni membro è un pezzo di un meccanismo perfetto», ha detto Giganti subito dopo la gara. Parole che racchiudono lo spirito di un gruppo compatto, affiatato, costruito nel tempo. Con lui sul podio, Nicola Prando di Zogno, Matteo Sigralli, Giordano Ducoli e Diego Galli. Una squadra solida, senza individualismi, dove ognuno ha dato il massimo.
Prando, reduce dal trionfo ai Mondiali di Devin in Bulgaria, ha aggiunto: «Dopo due gare praticamente perfette, portiamo a casa il quinto titolo italiano in sette anni. E no, non ci si abitua mai. Ogni volta è diversa, ogni volta è speciale. Ci sono emozioni che si respirano solo in certi momenti e questa è una di quelle». Poi è stato rivolto un pensiero speciale a chi ha dato una mano preziosa: «Un grazie speciale va a Ludo, che si è messo a disposizione per la squadra con grande generosità. Una dedica particolare va a lui, che quest’anno ci ha dato una grossa mano e ha fatto la differenza nei momenti giusti».
Il torrente Mella, che attraversa la Val Trompia in provincia di Brescia, è un campo di gara severo. Correnti rapide, acque gelide, fondali tecnici. Serve preparazione, sensibilità, sangue freddo. E Andrea Giganti, anche questa volta, ha messo tutto in acqua: esperienza, lucidità, silenzio, strategia. Ha pescato come solo i grandi sanno fare: senza forzature, senza eccessi. Con la testa, prima che con le mani. Cinque titoli in sette anni sono una conferma. Ma anche una dichiarazione. La sua squadra non è solo una società vincente: è un’identità. E Andrea Giganti, ancora una volta, ne è l’essenza più tecnica e pura.
