La Consulta manda in visibilio la sinistra sui Cpr, ma il Viminale la gela: “Noi già impegnati nella redazione di una nuova norma”
Nel giorno stesso in cui dal Senato è arrivato il terzo via libera alla separazione delle carriere, la Consulta irrompe nel dibattito politico con un nuovo pronunciamento. Dopo quelli del Massimario sul Dl Sicurezza e sul protollo Italia-Albania, la Consulta ha depositato una sentenza sui Cpr, i centri per il rimpatrio. La normativa – scrive la Corte- è “fumosa’” sui trattenimenti dei migranti nel Centri di prima accoglienza, non rispetta la libertà personale. Serve una legge ad hoc. La sentenza n. 96 depositata il 3 luglio, ha puntato il dito contro le gravi carenze nella disciplina dei Centri. Evidenziando come l’attuale normativa non tuteli adeguatamente i diritti fondamentali delle persone che sono trattenute al loro interno. Pur dichiarando inammissibili le questioni di legittimità sollevate dal Giudice di pace di Roma, la Consulta ha riconosciuto l’esistenza di un vuoto legislativo sulla libertà individuale.
La Consulta interviene sui Cpr: “Normativa fumosa”
La Corte ha riaffermato che il trattenimento nei CPR implica un “assoggettamento fisico all’altrui potere”, incidente sulla libertà personale. E ha ritenuto che esista un vulnus nella legge: visto che ci troviamo di fronte ad “una normativa del tutto inidonea a definire, con sufficiente precisione, quali siano i “modi” della restrizione, ovvero quali siano i diritti delle persone trattenute nel periodo in cui sono private della libertà personale, “disciplina rimessa, quasi per intero, a norme regolamentari e a provvedimenti amministrativi discrezionali”. Tuttavia, pur riscontrando il vulnus, la Corte ritiene che non sia suo compito “porre rimedio al difetto”, visto che spetta al legislatore, cioè al Parlamento, “il dovere ineludibile di introdurre una normativa compiuta. La quale assicuri il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità della persona trattenuta”. In sintesi: i migranti verrebbero mandati nei Cpr senza che vi sia una norma di rango primario che ne definisca i procedimenti. E’ bastato questo per dare fuoco alle polveri della sinistra e delle opposizioni con dichiarazioni di fuoco contro il governo “disumano”.
Il Viminale in contropiede: “Stiamo già lavorando a un nuova norma sui Cpr”
Tutti a scalmanarsi e a brindare per questa ennesima prova di interventismo delle toghe, da Avs al Pd, a +Europa. Sussurri e grida per tutto il pomeriggio: “La Consulta bacchetta il governo!”. “Smascherata la disumanità del governo”. “Aboliamo i Cpr”. Alt. Per loro arriva la doccia fredda e lo champagne va di traverso. Arriva la nota del Viminale a gelare i bollenti spiriti della sinistra ringalluzzita dalla copiosità delle sentenze che da Cassazione e Massimario stanno “animando” questi giorni infuocati. Il governo ci sta lavorando, datevi una calmata. La legge istitutiva dei Cpr “risale al 98 (legge Turco Napolitano). L’odierna pronuncia della Corte Costituzionale mette in luce quindi una carenza risalente nel tempo, senza tuttavia mettere in discussione la legittimità dell’utilizzo dei Cpr per il rimpatrio dei migranti irregolari. Sul punto gli uffici del Viminale erano già impegnati nella redazione di una norma di rango primario”.
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