Musica al Gran Paradiso 15 concerti gratuiti e divulgazione scientifica
IVREA. Bruno Bassano, direttore del Parco nazionale del Gran Paradiso, spiega così il senso della Rassegna Musica nel Gran Paradiso: Radici e Risonanze: «È un modo di non parlare solo tra di noi». Musica, divulgazione e sensibilizzazione, arte nei luoghi della natura.
I NUMERI
Il direttore artistico, Alessandro Valoti, ha messo insieme una rassegna composta da 15 concerti gratuiti e altrettanti progetti artistici, una composizione inedita commissionata al maestro Fulvio Creux, 30 musicisti internazionali, 14 Comuni coinvolti e 20 esperti scientifici del Parco in apertura a ogni appuntamento. Il concerto di apertura è stato ad Aosta il 21 giugno scorso. Il prossimo appuntamento nel versante piemontese sarà il 12 luglio a Noasca, nell’ambito dell’evento Noasca da re. Seguiranno il 3 agosto a Valprato e a Locana, il 9 a Ronco, il 13 a Ceresole Reale, il 23 a Ribordone, il 7 settembre a Ceresole. Per quanto riguarda il versante valdostano, invece, i prossimi appuntamenti saranno il 27 luglio Villeneuve, il 9 agosto a Valsavarenche, il 12 a Rhêmes-Saint-Georges, il 13 a Rhêmes-Notre-Dame, il 20 a Introd. «Conosco il Parco da un po’ di tempo – ha aggiunto Bassano – diciamo quarant’anni e ha finito per parlare, piano piano, sempre alle persone che gli stavano intorno. Bisogna aprirsi all’esterno e farlo con gli eventi culturali è un modo arricchente. Attraverso la musica e i progetti artistici invitiamo le persone a venirci a trovare e ad ascoltare. E noi, in queste occasioni, trasmettiamo dei messaggi, forse anche brevi, ma che sono l’inizio di un dialogo». Uno dei compiti dei Parchi è la conservazione, ma Bassano sottolinea che «la conservazione non è un problema dei parchi. È un tema che riguarda tutti e comprende anche sistemi più ampi, sociali, economici. Riguarda tutti». E non è stato un caso, quindi, che la rassegna sia stata presentata nella sede di Confindustria Canavese, con il presidente Paolo Conta e l’onorevole Alessandro Giglio Vigna.
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PARCO LUOGO DI ECCELLENZA
«Cosa c’entra il Parco con Confindustria? – osserva Conta –. C’entra. Questo nostro territorio ha un tessuto imprenditoriale molto forte. Come associazione, insieme, contiamo circa 12mila addetti diretti. Tutte persone che vivono in un territorio come il Canavese, dove si può ottenere un fantastico equilibrio tra vita e lavoro». Giglio Vigna sottolinea la valorizzazione del Parco: «È un’eccellenza del territorio e italiana. Primo Parco nazionale, quello con maggiori visite dall’estero e maggiori contatti internazionali. Questo progetto che porta la musica nel Parco è un bel veicolo per avvicinare ulteriormente le persone attraverso un linguaggio universale». E che Parco e Confindustria c’entrino qualcosa lo sottolinea anche il presidente del Parco, Mauro Durbano: «Il Parco non è una bolla in mezzo al niente. Siamo una comunità, siamo parte del territorio. E dobbiamo ringraziare gli imprenditori che producono ricchezza e danno posti di lavoro. Senza questo, noi che siamo un ente pubblico, non potremmo esistere». «Oggi presentiamo questo festival – spiega – che abbina più cose: la conservazione e l’educazione ambientale. È un’occasione in più per trasmettere dei valori che a noi sono cari, coinvolgendo un pubblico più ampio».
IL DIRETTORE DA COGNE
Alessandro Valoti, il direttore artistico, si è collegato alla conferenza stampa da Cogne, dove era rimasto bloccato per via dei due smottamenti lungo la Strada Regionale 47 nella notte tra domenica 29 e lunedì 30. «Questa rassegna è il risultato di un progetto coraggioso – illustra Valoti –. I concerti saranno molto particolari. Quello a Noasca è dedicato al Risorgimento italiano mentre il successivo, a Campiglia, sarà di musica jazz con un trio composto da sassofono, batteria e contrabbasso. A Locana il concerto sarà ispirato all’acqua. A Ceresole Reale, invece, sarà presente Oreste Castagna, il regista e attore di Rai Gulp. Saremo anche al santuario di Prascondù, con un concerto davvero particolare, con la presenza di uno Stradivari del 1730 dedicato all’inquinamento luminoso. A Ronco ci ispireremo agli alberi e alle loro frequenze. Chiuderemo a Ceresole con i cori».
