Core informatica in grave crisi, l’11 incontro con la proprietà
IVREA. Ma cosa è successo alla Core informatica, fino a tre anni fa azienda in prima linea anche nello sponsorizzare eventi culturali di peso in città? L’aria che tira oggi è pessima. C’erano 14 sedi sparse in tutt’Italia, ora restano quelle di Ivrea e Pont-Saint-Martin, una sessantina di addetti. Gli stipendi sono pagati a singhiozzo, gli ultimi due casi sono stati eclatanti. Uno è stato pagato mentre era in corso uno sciopero, per l’acconto dell’altro (l’ultimo) si è dovuti arrivare al giorno successivo all’incontro in prefettura ad Aosta, dopo che il sindacato aveva fatto presente la situazione. Il clima è surreale. Dal 28 aprile non c’è più il servizio di pulizie. A Pont-Saint-Martin, l’altro giorno si è tenuta un’assemblea con le organizzazioni sindacali. A Ivrea, secondo gli ultimi dati, gli addetti dovrebbero essere in 28 (che però, salvo qualche unità, lavorano presso i clienti), a Pont-Saint-Martin in 29. Erano 172 nel 2021.
L’11 giugno, sempre dal prefetto, ci sarà un nuovo incontro. E a quel punto potrebbe esserci un po’ di chiarezza da parte della nuova proprietà. Già, la proprietà. Il sindacato ha incontrato l’amministratore unico per la prima volta proprio davanti al prefetto. Erano stati inutili i tentativi di aprire un dialogo nelle settimane precedenti. È infatti del 9 aprile il trasferimento di quote e il nuovo assetto societario, 675mila euro di capitale sociale. L’amministratore unico è Roberto Volpe, classe 1967, di Pozzuoli. È lui ad avere rilevato la maggioranza delle quote dell’azienda. In precedenza aveva già fatto parte del collegio sindacale. Gli altri soci sono Rocco De Filippo, 60 anni, di Roma, con una quota minima e due società a responsabilità limitata, 5G Land e True global company, entrambe con 10mila euro di capitale social e poco meno di un milione e mezzo di fatturato, la prima di Roma, la seconda di Milano con un bilancio (dati 2023) negativo di oltre due milioni.
L’ultimo bilancio di Core informatica (da visura camerale) risale al 2023 e si registrava un utile di 43mila euro. Core Informatica era entrata in NetGroup nel 2017, gruppo di servizi di ingegneria con quartier generale a Napoli. Nel 2021 aveva incorporato Knc, una società di Roma con competenze in progettazione, gestione e realizzazione di grandi infrastrutture tecnologiche. Il gruppo parlava di grandi progetti e grandi numeri. In Core informatica, però, qualcosa è andato storto. Sempre dalla visura camerale si apprende di una verifica fiscale avviata nel 2022 dall’Agenzia delle Entrate che, è evidenziato, è sulle stesse attività di commercio con l’estero già oggetto di verifiche sugli esercizi 2015 e 2016 conclusa con una vittoria della società. I ritardi nel pagamento degli stipendi hanno provocato prese di posizione di lavoratori e sindacati più di una volta.
È della fine del mese di aprile lo sciopero con presidio ai cancelli di Pont-Saint-Martin, dove il sindacato ha sottolineato la mancanza di confronto con la proprietà, neanche attraverso i canali di Confindustria. «Abbiamo avviato la procedura di raffreddamento – spiega Debora Bonacci, Uilm Canavese – che ha portato a un primo incontro in prefettura ad Aosta in quanto alcuni lavoratori Core informatica fanno parte di una commessa di un servizio pubblico essenziale. E lì abbiamo avuto modo di incontrare per la prima volta l’amministratore unico Roberto Volpe e il direttore generale Paolo Rumiz. L’11 ci aspettiamo risposte». Hans Pistolesi è della Fim Cisl Valle d’Aosta ed è molto preoccupato: «Andiamo avanti da tempo con molti problemi, ora la situazione è davvero molto difficile e aspettiamo l’11 di capire».
