Crisi Wärtsilä a Trieste: Mitsubishi si ritira
TRIESTE «Mitsubishi si è ritirata dal progetto». Si apre con una doccia ghiacciata la nuova riunione del tavolo ministeriale per la crisi Wärtsilä, convocato con due mesi di ritardo rispetto agli impegni assunti dalle istituzioni l’estate scorsa.
L’incontro si sarebbe dovuto tenere entro il 30 settembre, ma è slittato per le difficoltà venutesi a creare nella trattativa fra la multinazionale finlandese e la cordata Mitsubishi-Ansaldo. Queste difficoltà sono emerse in tutta la loro portata.
Della joint venture italo-giapponese rimane in campo soltanto Ansaldo Energia, ma la sottosegretaria Fausta Bergamotto annuncia a sorpresa «la disponibilità di Fincantieri a entrare nel progetto», senza tuttavia precisare con quali modalità.
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Il confronto avvenuto nel pomeriggio al ministero delle Imprese non rispetta l’impegno a mettere sul piatto il piano per la reindustrializzazione del sito di Bagnoli della Rosandra e di arrivare all’ufficializzazione dei nomi di Mitsubishi e Ansaldo, finora mai formalizzati al tavolo.
I presenti devono guardare tutto un altro film. La sottosegretaria Fausta Bergamotto esordisce informando del passo indietro di Mitsubishi: è l’addio al sogno del parco dell’idrogeno, che non potrà poggiare soltanto sulle spalle di Ansaldo Energia, il cui impegno si limita alla produzione di elettrolizzatori.
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Le istituzioni non spiegano i motivi che hanno spinto Mitsubishi al ripensamento. Bergamotto legge una breve comunicazione pervenuta il 28 novembre, in cui la società giapponese scrive che «l’investimento è provvisoriamente sospeso avendo incontrato implicazioni organizzative diverse dallo scenario considerato all’inizio dello studio». Altro non è dato a sapere.
Così come non è dato a sapere con quale ruolo industriale e nell’ambito di quale progetto Fincantieri potrebbe mettere piedi a Bagnoli della Rosandra. I sindacati chiedono a più riprese spiegazioni senza ottenere risposte concrete e alla fine parlano di «colpo di teatro», posto che il colosso pubblico della navalmeccanica si è finora sempre tenuto fuori da un coinvolgimento diretto per il subentro a Wärtsilä.
