«Vanno nel privato perché è più comodo»: l’ira dei medici di Treviso contro le parole di Benazzi
Piccato botta e risposta tra i medici ospedalieri e il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi.
A urtare i medici le dichiarazioni pubbliche fatte dal manager durante l’ultimo consiglio comunale di Vittorio Veneto.
«Più comodo andare nel privato e non avere problemi», ha dichiarato il dg, «la fuga dei primari è perché li mettiamo sotto a lavorare, e chi non ha coraggio ed etica se ne va».
La critica ai numerosi professionisti che lasciano la sanità pubblica non è passata inosservata, tanto che i sindacati di categoria hanno diramato una nota chiedendo un incontro urgente con Benazzi.
«Le motivazioni comuni che spingono molti medici, anche primari, ad abbandonare il sistema pubblico sono molteplici e non banalizzabili, a partire dallo scarso riconoscimento del proprio operato quotidiano. È inaccettabile che venga screditata una categoria di ex eroi, accusandola di non voler lavorare o di avere scarso senso etico», affermano congiuntamente i sindacati dei sanitari Aaroi, Anaao-Assomed, Aupi Fassid, Cgil medici, Fassid, Grd.
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La fuga dei camici bianchi è un fenomeno ormai strutturato e strutturale, come dimostrano i numeri sull’andamento negli ultimi tre anni all’interno dell’Ulss 2. Hanno lasciato l’incarico 200 medici a fronte di 192 nuovi ingressi nel 2021, mentre quest’anno i cessati stimati sono complessivamente 169 a fronte di 150 nuovi specialisti inseriti. Nel 2020 gli addii sono stati 217 a fronte di 226 new entry, e nel 2022 in tutto 181 dimissioni e 190 nuovi contrattualizzati.
Dopo il polverone sollevato in consiglio comunale, il dg Benazzi aggiusta il tiro e apre ai medici: «Massima apertura, incontrerò le rappresentanze sindacali dei medici già questa settimana per chiarire le posizioni». Sarà l’occasione per un chiarimento: «I nostri medici sono due volte eroi, per quanto hanno fatto durante il Covid e per la scelta di rimanere nel sistema pubblico, nonostante le lusinghe del privato. Quando ho parlato di dilemma etico mi riferivo alla possibilità di intraprendere due differenti strade: restare nel pubblico nonostante stanchezza, guardie, notti e liste d’attesa, e la possibilità di andare via.
Non volevo strumentalizzare la cosa, mi scuso, forse sono andato oltre, c’è stata un’interpretazione sbagliata, a volte la stanchezza è tanta anche da parte dei cittadini che hanno bisogno di fare gli esami in tempo utile e ci sollecitano in tal senso. Voglio quindi ringraziare tutti coloro che stanno lavorando con impegno per abbattere le liste d’attesa».
Traguardo quest’ultimo che ha visto l’Ulss di Marca partire da 35. 000 prestazioni in stand-by portandole a 21.000, con l’obiettivo è arrivare sotto le 15.000 domande entro la fine di quest’anno
Nel “programma di smaltimento” più volte illustrato dalla direzione ospedaliera viene certificato l’avvenuto l’azzeramento delle prestazioni in B (breve entro 10 giorni), con l’intenzione di fare lo stesso con le D (differibile in 30 giorni) entro il mese di dicembre, resta invece una quota di visite galleggianti tra le prestazioni con priorità P (programmabile da erogare entro 90 giorni) che verrà assorbita tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.
«Stiamo recuperando le galleggianti al ritmo di 900-1.100 prestazioni garantire ogni settimana, con un particolare impegno ad azzerare le 4.000 visite oculistiche» conclude Benazzi.
