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Ноябрь
2023

Trieste, il  comitato No Ovovia lancia la petizione al Parlamento Ue

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TRIESTE È tutt’altro che finita la battaglia procedurale sulla cabinovia. Ad assicurarlo è il comitato No Ovovia, che nella conferenza stampa al Circolo della stampa di ieri mattina ha fatto il pelo e contropelo alla presentazione del progetto che il Comune ha tenuto in Salotto azzurro la settimana scorsa e ha annunciato una raccolta di firme per una petizione al Parlamento europeo.

Il primo a prendere il microfono è l’architetto William Starc, portavoce del comitato: «Ci danno dei “malpancisti” ma siamo cittadini che tengono al bene della città. Con questa presentazione si è persa l’ennesima occasione, perché invece di mostrare il progetto definitivo e dare delle risposte, hanno mostrato i soliti pupoli per addolcire la pillola». Il comitato, spiega, sta approntando una petizione al Parlamento europeo per cui verranno presto raccolte le firme.

Gli attivisti passano poi ad analizzare la presentazione fatta in municipio. Al contrario di quanto sostenuto dal Comune, il comitato ritiene che l’opera non risponda alle missioni del Pnrr: «La Vas e Vinca è negativa, non sappiamo nulla delle compensazioni. Sappiamo però che abbatteranno più di 2 mila alberi e 4 ettari di bosco. Il beneficio verde dov’è?», chiede Starc.

Diverse le critiche rivolte all’iter seguito dal Comune, a partire dall’inserimento dell’opera negli strumenti urbanistici: «Scrivono anche che la Soprintendenza ha dato parere favorevole al passaggio delle cabine vicino al faro. Ma questa cosa nessuno l’ha vista, finora dalla Soprintendenza son giunti solo pareri negativi».

Prende quindi la parola Franco Musi, già direttore regionale dell’azienda dei parchi e delle foreste: «Ho seguito fin dall’inizio l’introduzione di Natura2000 in Fvg – dice -. È stato accertato che il progetto reca danno all’ambiente, e sarebbe dovuta finire lì perché i fondi Pnrr in questi casi non si possono spendere. Esiste la possibilità, della deroga, che però non è così semplice». Ora infatti il Comune ha avuto accesso alla Vinca di terzo livello, ha spiegato Musi, in cui dovrà presentare le opere di compensazione per poter proseguire: «Il Comune dovrà prima documentare seriamente perché non esistano alternative, compresa l’opzione zero». Le compensazioni stesse, poi, prevedono il «ripristino o miglioramento dei siti esistenti»: «Ripristinare l’habitat com’era la vedo dura. La legge prevede si possa fare anche in un sito nuovo, purché collegato funzionalmente ed ecologicamente all’area interessata, e non ho idea di dove potrebbe andare a finire». E tutto ciò, conclude, andrà fatto prima di iniziare «qualsiasi operazione» per la realizzazione dell’infrastruttura.

L’ex rettore ed esponente Wwf Maurizio Fermeglia non trattiene poi l’ironia sull’ipotesi del Comune secondo cui l’opera fermerà il 48,3% delle emissioni: «Basta farne due e facciamo il 100%, i problemi del mondo sono risolti». Aggiunge l’ingegnere: «Dicono che la bora non avrà influenza, mancano però competenze geografiche, visto che la direzione del vento qui è la stessa del secondo tratto dell’opera». Il comitato critica quindi tutte le stime fatte dall’ente, inclusa la riduzione di 20 mila macchine in circolo, che Starc definisce «del tutto teorica»: «Al contempo abbiamo numerosi parcheggi sottoutilizzati come Montedoro, Torri d’Europa, il Giulia, il Silos, Sant’Andrea. Il problema dei parcheggi inesistenti di fatto non c’è, quel che c’è è un sottoutilizzo del capitale fisso».

L’ingegnere Livio Stefani ha criticato poi i rendering della stazione di Opicina («immagine ben poco tecnica») e della stazione di Bovedo: «L’immagine della cabinovia che scende è del tutto irrealistica, non si vedono gli alberi tagliati né le case». Elena Declich del comitato di Barcola osserva poi che la cremagliera annunciata dal Comune (ma non inclusa nel progetto) difficilmente si potrà fare per vincoli sull’area del faro. Per l’architetta Gabriella Robba le stazioni presentate in Porto vecchio «non prendono in considerazione l’alto valore patrimoniale dell’area».

Le proteste del comitato confluiranno in una petizione al Parlamento europeo, che a breve il sodalizio provvederà di sottoporre alla firma dei cittadini, con appositi banchetti in città.g.tom.






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