Dal traffico di rifiuti agli incendi dolosi: nel Mantovano è ancora emergenza crimini ambientali
Sessantasette eco-reati in appena un anno: dallo smaltimento illecito di rifiuti al maltrattamento di animali, dai roghi dolosi agli abusi edilizi per non parlare dello sversamento non autorizzato di liquami, i crimini ambientali smascherati in provincia di Mantova non accennano a calare. Segno di un’attività investigativa e di controllo sempre più capillare sul territorio, ma anche di un’emergenza che vede le cosiddette ecomafie ancora più forti nella nostra regione come emerge dall’annuale dossier di Legambiente Lombardia presentato nei giorni scorsi a Milano.
I dati mantovani
Gli ultimi dati disponibili sul portale Noecomafie di Legambiente sono riferiti al 2022. I reati ambientali smascherati in provincia di Mantova sono stati 67 contro i 59 dell’anno prima, 65 le persone denunciate (66 nel 2021) e 48 i sequestri (36 nel 2021): numeri in lieve aumento o stabili rispetto ai dodici mesi precedenti che confermano per la nostra provincia l’89° posto nella classifica nazionale e al contempo fotografano un fenomeno che non accenna a calare. I reati in materia di rifiuti ci vedono in cinquantatreesima posizione tra le province italiane: sono stati 31 con 33 persone denunciate e 16 sequestri; erano stati 30 nel 2021 con 40 denunce e 15 sequestri. Come ricorda Legambiente il ciclo illegale dei rifiuti contempla alcuni tra reati più pericolosi e redditizi commessi dalla criminalità ambientale «basti considerare che in poco più di un anno – si legge nel dossier – in tutta Italia sono stati sequestrati 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti, il quantitativo trasportabile da circa 115mila Tir, che messi in fila occuperebbero una strada di 1.500 chilometri, lunga da Venezia fino a Trapani. Un dato impressionante, che comunque non tiene conto di tutti i rifiuti gestiti illegalmente che sfuggono ai controlli e alle indagini». Quattro poi gli incendi dolosi con due persone denunciate nel Mantovano mentre se ne era contato solo uno nei dodici mesi precedenti. Quattro anche i reati legati al ciclo del cemento, dall’escavazione all’edilizia, in lieve calo rispetto ai sei del 2021, con sette persone denunciate e un sequestro (erano stati due un anno prima). Ben 26 i reati contro gli animali, quattro in più sul 2021, che sono costati una denuncia a 22 persone (16 nel 2021) e hanno portato a 28 sequestri (19 nel 2021).
Lombardia maglia nera
I reati ambientali in Italia nel 2022 sono stati 30.686, 25.177 le persone denunciate, 193 gli arresti e 5.899 i sequestri. Rispetto a un anno prima la Lombardia sale di una posizione, diventando la sesta regione italiana e la prima del Nord Italia per numero di notizie di reato contro l’ambiente (2.141 in totale). Su base nazionale il quarto posto della Lombardia nel settore dei rifiuti supera il posizionamento della Calabria, destando particolare allarme: siamo la regione in cui si sono svolte più del 10% delle inchieste per traffico illecito di rifiuti nonché quella complessivamente interessata da un quarto dei procedimenti penali avviati in Italia per questo reato negli ultimi vent’ anni. Si è poi registrato un aumento significativo delle notizie di reato e del numero di sequestri relativi al ciclo illegale del cemento (illeciti nell’ambito delle cave, reati urbanistici, movimentazione terra, fino alle imprese edilizie). Si tratta di un incremento di oltre il 20% che secondo Legambiente «è difficile non mettere in relazione con l’arrivo dei fondi previsti dal Pnrr, che hanno visto l’apertura di numerosi cantieri». Infine altro significativo balzo in avanti della Lombardia anche nei reati contro la fauna: la regione sale dall’undicesimo al sesto posto, con 451 notizie di reato (+ 26% rispetto all’anno precedente) e 342 sequestri (+ 37%).
