A Belluno un team di professioniste volontarie per supportare le vittime di violenza
Avvocate, commercialiste e consulenti del lavoro a disposizione gratuitamente delle donne vittime di violenza per consigliarle in merito a questioni legali o economiche. Grazie alla task force interistituzionale formata da forze dell’ordine, Prefettura, Procura di Belluno, Ulss 1 Dolomiti, Comuni di Belluno e Feltre, Soroptimist, Fidapa, Belluno Donna e Fondo Welfare Dolomiti, si ampliano i percorsi per la presa in carico di chi subisce violenze.
Un percorso che ha cominciato a prendere forma nel 2016 con l’avvio del cosiddetto Codice Rosa negli ospedali, che è poi proseguito con il coinvolgimento degli alberghi per la messa a disposizione di stanze di prima emergenza per le vittime e che ora viene ulteriormente ampliato con il coinvolgimento di professioniste del territorio che, volontariamente e gratuitamente, si mettono a disposizione per consigli di vario tipo.
Come funziona il servizio
La chiamata all’avvocata, alla commercialista o alla consulente del lavoro viene fatta dalle forze dell’ordine o da Belluno Donna, i soggetti che di solito raccolgono le confidenza della donna vittima di violenza. Sono loro ad avere in mano la lista – ancora in corso di redazione - di professionisti da chiamare per organizzare l’incontro per un primo consiglio gratuito. Ad oggi ci sono due avvocate e una commercialista (la past president di Fidapa, Barbara Dal Molin) che hanno dato la loro disponibilità, ma l’obiettivo è ampliare la rosa dei nomi.
La nuova iniziativa è stata presentata ieri. 29 novembre, dal prefetto, Mariano Savastano insieme agli altri soggetti coinvolti. «La violenza sulle donne è una forma di sotto cultura, è una piaga sociale e culturale diventata sistemica, non più emergenziale», ha detto Savastano richiamando tutti alla responsabilità collettiva. Il prefetto ha sottolineato l’importanza dell’intervento tempestivo e dell’attivazione della rete di supporto per la donna. «Questo nuovo protocollo, già attivo di fatto, troverà una sua formalizzazione prima di Natale. Col nuovo anno metteremo a terra le azioni necessarie per renderlo maggiormente operativo».
Anche il questore Francesco Zerilli si è detto contento del protocollo che «va a contrastare un odioso fenomeno e che vede le forze dell’ordine in pole position. Una delle cose importanti per uscire dal loop della violenza è anche la conoscenza delle norme». «Un elemento di debolezza della donna deriva dall’aver poco chiaro come muoversi», ha precisato la commissaria Valentina Benvegnù, dirigente delle volanti della questura di Belluno.
«Se crediamo che la rete con il volontariato sia la strada giusta allora va valorizzata, ma vanno indicati obiettivi precisi e chiari», ha sottolineato il colonnello Enrico Pigozzo, comandante provinciale dei carabinieri, che ha richiamato la necessità di passare dalle parole ai fatti.
Dalla presidente del Soroptimist Maria Grazia Passuello e dalla past president Maria Cristina Zoleo, da Caterina Gasparo di Fidapa Bwp fino ad Ida Bortoluzzi di Belluno Donna è arrivato l’appello a fare rete: «Bene il protocollo, ma le professioniste vanno formate ad hoc», ha sottolineato Bortoluzzi.
