Scuola, l’istituto comprensivo di Zoldo salvato dall’accorpamento
La giunta regionale accoglie la richiesta del territorio di non accorpare il comprensivo di Val di Zoldo con quello di Longarone, ma dà il via libera al dimensionamento dell’istituto alberghiero Dolomieu con il Calvi di Belluno e alla fusione del polo Valboite con le scuole di Cortina.
Tira un sospiro di sollievo il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, che ringrazia Regione, assessore Donazzan in primis, e il presidente della Provincia Roberto Padrin e invita i soggetti interessati ad intraprendere un percorso per rendere strutturale questa scelta a tutela delle aree disagiate della montagna.
Restano sulla carta, quindi, le oltre 1000 firme che i sindacati provinciali della scuola hanno raccolto per dire no ai dimensionamenti di Zoldo e del Dolomieu-Calvi. Firme che Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals avevano intenzione di consegnare oggi, ma la giunta veneta ha anticipato tutti.
L’assessore Donazzan: vicina ai territori di montagna
«Io sono da sempre al fianco dei territori di montagna e delle piccole isole», esordisce l’assessore veneto all’istruzione Elena Donazzan, «e il mio interesse è per i punti di erogazione dei servizi».
L’assessore spiega che «il presidente Padrin mi ha sollecitata a una riflessione per mantenere la dirigenza dell’Ic di Forno di Zoldo. Purtroppo si tratta di una reggenza visto che nessuno accetta di andare lassù a fare il preside. Da 18 anni», prosegue Donazzan, «facciamo ragionamenti con il ministero per cui se gli organici sono di competenza ministeriale, la Regione ha competenza sul dimensionamento, sulla programmazione dell’offerta formativa sempre nel limite imposto dal personale. Se anche una scuola di montagna con una pluriclasse di cinque alunni volesse tenere aperto io sono in grado di farlo se la comunità lo vuole».
Donazzan evidenzia però che il dimensionamento è richiesto dal Pnrr per bloccare le reggenze e ridurre le spese.
«Oggi abbiamo assecondato le richieste del territorio, ma prima o poi sarà necessario fare dei ragionamenti di prospettiva. Il dirigente in questo comprensivo non c’è», dice l’assessore che plaude all’operazione di Cortina che ha messo insieme più istituti e studenti.
«Ricordiamoci che un dirigente è pagato anche in base al numero di studenti: e se noi dobbiamo rendere attrattivo questo territorio e una scuola lo facciamo anche con questo strumento. Ricordo che nello Zoldano gli studenti sono 161. La nostra è una scelta di autonomia che va a premiare anche il fatto che, rispetto al dimensionamento previsto, soltanto il Bellunese e il Vicentino hanno presentato delle proposte», conclude Donazzan.
Il sindaco: una buona notizia
Nel frattempo il sindaco di Val di Zoldo esulta per il risultato. «È una buona notizia. Ringrazio la Regione e l’assessore Donazzan per l’attenzione dimostrata. Naturalmente», dice De Pellegrin, «il mio pensiero va anche a chi si è speso in queste settimane per far percepire alla Regione l’importanza di questa realtà scolastica e penso anche al presidente Padrin che dopo aver compreso le nostre legittime richieste ci ha appoggiato».
Il primo cittadino ribadisce che «abbiamo vinto una battaglia, ma la strada è ancora lunga. Non possiamo trovarci l’anno prossimo a ridiscutere dello stesso tema. La montagna ha bisogno di certezze: costruiamo un percorso che tuteli le realtà più periferiche».
