Triestina, Tesser: «Con il pressing un rischio voluto: stiamo costruendo la mentalità di gruppo»
TRIESTE. Ha preparato la partita con la maestria della sua esperienza, si è preso consapevolmente dei rischi, ma alla fine ha vinto su tutta la linea. Se Lescano e compagni sono stati gli esecutori sul campo, a studiare la strategia vincente per battere il Mantova è stato mister Tesser con un pressing alto e indiavolato con il quale ha messo in difficoltà la squadra di Possanzini: «Ricordate i primi 20 minuti con il Trento? - spiega Tesser – Avevamo fatto questa pressione e il concetto era lo stesso, lì avevamo rubato palla ma avevamo sprecato. Con un Mantova che palleggia molto, che aveva avuto finora il 70-75% di possesso palla a ogni partita, era un rischio giocare così. Ma siamo stati bravi a rischiare qualcosa portando la pressione molto alta, perché tutti i gol sono nati da lì, da situazioni dove si è rubata la palla. Una scelta rischiosa ma fatta bene, soprattutto fino a quando siamo riusciti a restare corti».
Alla fine il tecnico non può che essere estremamente soddisfatto della sua Triestina, soprattutto perché di fronte c’era una squadra molto forte: «È stata una bella serata di calcio, la mia squadra l'ha interpretata bene e ha vinto meritatamente contro una squadra di qualità che vuole giocare. Proprio la pressione molto alta e offensiva ci ha permesso di mettere la gara su binari giusti per noi, e il Mantova non è nei piani alti per caso, ha giocatori con grandi valori tecnici e messi bene in campo».
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Oltre a Lescano, Tesser riconosce che un altro grande protagonista della serata è stato Finotto: «Prima ha ispirato i gol di Lescano, poi anche lui è andato a segno. Deve trovare ancora la miglior condizione, ma sappiamo che è un giocatore di valore, come del resto lo è Redan. L'importante è che chiunque venga chiamato in causa si faccia trovare pronto, la risposta più bella l'abbiamo avuto proprio con Finotto». E un altro protagonista delle ultime due partite è stato Celeghin: «Sono molto contento di lui – racconta Tesser – perché ha trovato quella condizione che all’inizio non era ottimale, infatti nella prima parte di stagione ha fatto molta fatica. Ma ora sta bene, sta dando un grande contributo e rientra nel discorso che chiunque chiamato in causa, come prima è stato per Pierobon e Germano, fa bene».
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E qui si torna al discorso del gruppo, aspetto fondamentale del credo di Tesser: «La forza della Triestina deve essere la risposta di tutti: non siamo undici, siamo un gruppo. Siamo una buona squadra che sta trovando una sua mentalità. C'è ancora tanto da fare e da migliorare, anche fra un mese dirò le stesse cose, perché la conoscenza fra i ragazzi è sempre maggiore. A me interessa vedere l'approccio, la mentalità, lo spirito di squadra di chi parte così come di chi subentra, perché vuol dire che tutti sono partecipi. La coesione è un aspetto importante, quando c'è questa forza dentro e fuori dal campo, è lì che si fa la differenza».
