UniTs, nuovo percorso di Scienze quantistiche nel corso di laurea in Fisica
TRIESTE Comunicazioni di dati ultrasicure, computer con prestazioni di calcolo inimmaginabili e sensori in grado di captare segnali debolissimi. Le tecnologie quantistiche promettono di rivoluzionare la nostra società: sono sempre più pervasive, e le potenziali applicazioni, civili e militari, sono tali da aver spinto praticamente tutte le grandi potenze a investire cospicuamente in ricerca e sviluppo.
Oltre a venire impiegate massicciamente nel mondo della ricerca (dalla chimica quantistica ai problemi di ottimizzazione, fino al machine learning e all’intelligenza artificiale), queste tecnologie entreranno presto quasi in ogni ambito produttivo, dalle industrie alle assicurazioni. Servirà allora un elevato numero di professionisti.
Nasce da questa riflessione, e dalla consolidata tradizione triestina in materia, la decisione di introdurre all’interno del corso di laurea magistrale in Fisica un nuovo curriculum denominato “Scienze e tecnologie quantistiche”. «E’ necessario formare tecnici, informatici e ingegneri che alle conoscenze classiche aggiungano competenze quantistiche - commenta Angelo Bassi, docente del dipartimento di Fisica di UniTs, responsabile della memorabile dimostrazione pubblica di comunicazione quantistica presentata sul palco di Esof 2020 -. Ed è cruciale formarli a Trieste, perché qui abbiamo una scuola pluridecennale e internazionalmente riconosciuta».
Il nuovo curriculum, spiega il professore Fabio Benatti, che con il collega Andrea Trombettoni ha costruito il percorso, «contemplerà almeno cinque diversi ambiti: la computazione, l’informazione, la crittografia, la comunicazione e la simulazione quantistica». Sarà suddiviso in due indirizzi, uno più teorico e l’altro più applicativo, e tenterà di realizzare un’estrema sinergia tra i vari aspetti delle scienze e tecnologie quantistiche, grazie alla collaborazione degli altri dipartimenti dell’Ateneo: «Ci aiutano ingegneri elettronici, dei materiali e delle nanotecnologie, data scientist, informatici, chimici e geofisici - racconta Benatti -. Per esempio ci sarà un corso di Geofisica dedicato all’impiego delle nuove strumentazioni quantistiche per lo studio delle variazioni di gravità sulla superficie terrestre». Il nuovo percorso pluridisciplinare è la novità di quest’anno accademico: le lezioni sono iniziate da pochi giorni e per l’iscrizione c’è tempo fino a marzo. «Vogliamo formare laureati che siano al passo con la seconda rivoluzione quantistica, che a differenza della prima si basa proprio su quegli aspetti paradossali della teoria che fino a vent’anni fa venivano considerati problemi di tipo epistemologico», è la riflessione di Benatti. In sostanza se un tempo si preferiva non farsi troppe domande sui meccanismi che regolano la meccanica quantistica (il classico esempio del gatto di Schrödinger ne illustra uno dei paradossi), accontentandosi di una teoria che nella pratica funzionava, le nuove tecnologie impiegate oggi si fondano proprio su questi paradossi. E la meccanica quantistica di recente è stata protagonista a UniTs anche della 15a edizione dell’Italian Quantum Information Science (IQIS), congresso da più di 200 partecipanti, con 5 key-noters di fama internazionale e 61 seminari di giovani ricercatori. In quest’ambito è stata ufficializzata la nascita della Società italiana di scienze tecnologiche e quantistiche. Il suo battesimo è stato preceduto da un collegamento online con Paola Verrucchi, ricercatrice del Cnr di Firenze che partendo da Portoferraio nell’Elba circumnavigherà la nostra penisola a vela, in solitaria, fermandosi per tenere, nelle città in cui farà tappa, lezioni in cui parlerà di meccanica quantistica. Concluderà la sua impresa arrivando a Trieste per la Barcolana 2024. E proprio in quest’ambito, nello stand di UniTs del villaggio Barcolana, giovedì 5 ottobre alle 15, Benatti presenterà il nuovo curriculum dedicato alla meccanica quantistica.
