Enigmi da risolvere, il Cern versione Lego e viaggi virtuali nella Notte dei ricercatori
TRIESTE La scienza a portata di tutti, non solo materia per gli “addetti ai lavori”: questo il leit motiv de “La notte dei ricercatori” che ha messo in contatto, negli spazi del Magazzino 26, ricercatori e cittadini. Un momento in cui gli esperti hanno raccontato al pubblico in cosa consista il proprio lavoro e quali siano gli obiettivi che si stanno cercando di raggiungere. E lo hanno fatto spiegando con linguaggio semplice, con un entusiasmo davvero coinvolgente, che ha reso accessibili anche concetti più complessi.
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Decine e decine di persone, delle età più disparate, hanno popolato ieri pomeriggio gli spazi dove ognuno ha potuto vivere esperienze diverse, divertendosi e soddisfacendo le proprie curiosità.
Bambini che correvano gioiosi esortando, se non proprio trascinandoli, i genitori a seguirli, ansiosi di far vedere loro le nuove scoperte fatte sperimentando con gli exhibit hands-on moti, fluidi, magnetismo ed altri fenomeni naturali trasformandosi persino in oceanografi, simulando un campionamento di acque marine.
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Elia vivacissimo bambino di 6 anni, ha scoperto, con Go Green – gioco a tessere creato da Alessandra Tognolli –, quanto siano inquinanti le nostre azioni quotidiane come mandare una foto con Whatsapp o fare una ricerca su Google. Ne è rimasto talmente affascinato da proclamarlo sua attività preferita.
Spostandosi, giocando tra le diverse caselle di una sorta di gioco dell’oca Ksenia De Leo, ricercatrice di fisica delle particelle, ha spiegato a un gruppo di ragazze divertite cosa sia il bosone di Higgs. I segreti dei giganteschi rilevatori sotterranei del Cern di Ginevra sono diventati un vero gioco da ragazzi per Matteo e Luca, che si sono sfidati in una gara all’ultimo mattoncino Lego, costruendo il Large Hardon Collider, imparando come il rilevatore Atlas riesca a vedere le particelle microscopiche grazie a Infn Trieste e agli studenti del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine.
Numerose sono state anche le famiglie che si sono sfidate nel risolvere enigmi e giochi di logica: fratelli contro fratelli o figli contro genitori e addirittura nonni, venuti solo per accompagnare i nipoti, ma poi impegnati in vere e proprie gare, entusiasti, forse più dei nipoti stessi. «Sono rimasta affascinata vedendo le nuove tecniche di chirurgia laparoscopia e chirurgia robotica. Queste “rivoluzioni mininvasive” che consentono interventi precisi, non le conoscevo», dice una gentilissima nonna mentre sorride e segue il nipote in nuove avventure.
Le emozioni proprio non sono mancate: viaggi in altri mondi compiuti da chi ha avuto in mano una roccia più antica della Terra stessa o chi ha fatto un viaggio immersivo, grazie alla realtà virtuale.
Tanti e vari sono stati anche i temi di attualità affrontati in un susseguirsi di incontri. Un evento molto partecipato, un esempio di come la sinergia tra enti ed istituzioni, capitanate dall’Immaginario Scientifico, abbia coinvolto davvero tutti.
