Fenomeno Gravel, tre friulani agli Europei: De Marchi e Matteo Milan sugli sterrati del Belgio
UDINE. È la disciplina del momento. Andate in un negozio di bici o guardatevi intorno e ve ne renderete conto: le bici Gravel spopolano. In sostanza si tratta di bici da corsa adattate agli sterrati.
Negli Stati Uniti impazzano spettacolari gare. Così domani in Belgio a Oud-Hebverlee nel Brabante fiammingo si svolgerà la prima edzione dei campionati d’Europa dedicati al Gravel, una giornate di gare che - bellissimo - metterà insieme pro come Vermeersch, iridato della specialità, Merlier Stuyven o Van Avermaet (non ci sarà Van Aert che correrà i Mondiali) e gli amatori.
E il commissario tecnico dell’Italia, Daniele Pontoni, che sguazza nella specialità essendo stato lui iridato di ciclocross e un biker d’eccezione quando la mountain bike era al debutto – non poteva non attingere ai talenti friulani tra i 12 convocati.
Intanto c’è Alessandro De ,Marchi. Il 36enne bujese della Jayco (correrà nel team australiano anche nel 2024) è un veterano del Gravel. Ha già corso i Mondiali nel 2022, è affascinato dalla specialità guidato dal cugino Mattia, con cui spesso si allena, anche lui convocato in azzurro.
E poi c’è Milan. Non Jonathan, in partenza per la Cina dove chiuderà la stagione e l’esperienza in maglia Bahrain, ma il fratello più giovane il 20enne Matteo. Due settimane fa ad Asti ai tricolori di Gravel, debuttante, ha fatto il diavolo a quattro dimostrando feeling per gli sterrati e condizione.
L’atleta in uscita dal Team Friuli, e che si accaserà alla Ildi Trek Development, la formazione Under 23 dei pro in cui correrà il fratello, è alla prima convocazione in azzurro in assoluto. Capitano indiscusso dell’Italia sarà il trentino Daniel Oss, storico guardaspalle di Sagan ora alla TotalEnergies.
E poi il ct Pontoni non poteva non guardare al Friuli anche tra le donne. Tra le quattro in gara ci sarà anche la veterana azzurra Elena Cecchini, 31 anni della SdWorx, che ha dimostrato ottima gamba una settimana fa agli Europei su strada. Il percorso? Per gli uomini 159 km, oltre due terzi di sterrato, 131 km per le donne.
«Il Gravel è uno stile di vita anche per le famiglie. Negli Usa spopola, è stato sdoganato in Europa con due mondiali in Italia e gli Europei in Belgio», spiega il ct friulano, che nel 1996 corse la gara d’esordio alle Olimpiadi di Atlanta, con Paola Pezzo che vinse tra le donne.
«E ora ho convocato il figlio Kevin Pezzo Rosola che con Matteo Milan, 20 anni va fortissimo – spiega –. Che soddisfazione portare un atleta Under 23 del Team Friuli a correre con i pro, come sono convinto che De Marchi farà una grande gara. Ha rinunciato al Giro dell’Emilia oggi, che vinse nel 2018, per partecipare a Europei e Mondiali. Se nel Gravel attacchi vai lontano, ecco lui e Oss sono perfetti. E punto molto anche su Elena Cecchini, vorrei corresse domenica anche i Mondiali a Treviso: per me è una gioia averla convocata, va forte è esperta oltre ad essere una cara amica di famiglia».
