Scuola, a Mantova niente rimborso culturale per centinaia di docenti precari
Anche gli insegnanti precari, dopo valanghe di ricorsi vinti davanti al giudice, si sono visti riconoscere dal ministero il diritto al compenso della carta del docente, vale a dire il rimborso per l’aggiornamento culturale. Ma con una postilla che sta già provocando proteste e annunci di ulteriori ricorsi in tribunale contro il ministero: questi benedetti 500 euro annuali sono riconosciuti soltanto agli insegnanti a tempo determinato il cui contratto annuale termina il 31 agosto (vale a dire l’ultimo giorno dell’anno scolastico ufficiale). Per i docenti assunti con contratto a termine il 30 giugno non è previsto alcun rimborso culturale.
Nella sola provincia di Mantova i docenti assunti a tempo determinato annuale sono circa 1.200. Si stima che quelli con il contratto che scade il 30 giugno siano almeno 700. Hanno fatto lezione per tutto l’anno scolastico come i loro colleghi con il contratto in scadenza il 30 settembre. Ma ricevono due mensilità in meno (luglio e agosto) e ,appunto, sono esclusi dal diritto a godere della carta del docente.
Quei 500 euro vengono utilizzati per l’acquisto di materiale didattico o per corsi di aggiornamento, che consentono di aumentare il punteggio nelle graduatorie aumentando così la possibilità, un giorno, di venir premiati con l’immissione in ruolo a tempo indeterminato. Diversi insegnanti, in particolare quelli di materie tecniche che richiedono l’utilizzo di strumenti da parte degli studenti, a volte utilizzano parte del compenso della carta del docente per acquistare qualche strumento in più (ad esempio materiale elettronico, portatili compresi) da prestare a qualche alunno. «Il paradosso – spiega un docente – è che ci sono sentenze degli anni passati che hanno accolto i ricorsi e costretto il ministero a erogare il contributo ai precari, con contratti a scadenza sia il 30 settembre sia il 30 giugno. È incomprensibile la discriminazione fatta quest’anno. È chiaro che ci saranno nuovi ricorsi». I sindacati di categoria mantovani stanno da tempo sponsorizzando i ricorsi presentatati dai loro iscritti precari: dalla Cgil (un centinaio), alla Cisl (una settantina), dallo Snals (un centinaio) dalla Uil e dall’Anief. In genere si fa ricorso per chiedere i contributi accumulati in più anni di servizio. Su questo tema fa testo una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno che ha riconosciuto il diritto dei supplenti annuali al rimborso culturale. I tempi non sono velocissimi: in genere occorrono mesi per avere la sentenza del tribunale e sette mesi per ottenere il compenso dal ministero.
