Il sacrestano si trasforma in un detective e incastra il ladro di offerte in chiesa
Da almeno tre anni, un ladro solitario prendeva di mira le cassette delle offerte della chiesa di Mignagola. Ad accorgersene era stato il sacrestano Piero P.. Quando andava a raccogliere le monetine dalle cassette, ne trovava a malapena un paio, che non corrispondevano chiaramente alle candele accese dai fedeli.
Ma solo nelle ultime settimane, dopo tre anni di furti, quando quelle monetine mancanti hanno iniziato a pesare sul magro bilancio della parrocchia, Pietro ha deciso di svestire i panni di sacrestano e indossare quelli di detective. Con estrema discrezione ha controllato il via vai dalla chiesa ed ha stretto il cerchio su un sessantenne italiano che arrivava di solito a metà pomeriggio a bordo di un’utilitaria grigia.
Venerdì, poco dopo le 16, quando ha visto la macchina del sospettato arrivare, Pietro s’è nascosto dentro la sacrestia e, dal buco della serratura della porta, ha atteso l’ingresso del sospettato. «È entrato - spiega il sacrestano - con fare circospetto. Si è guardato attorno per sincerarsi che in chiesa non ci fosse nessuno e poi si è diretto verso la cassette delle offerte. Quando l’ho visto estrarre una sorta di sondino con una calamita all’estremità e introdurla nella fessura dove finiscono le offerte, sono uscito ed ho iniziato a gridare: “Finalmente ti ho beccato”».
Immaginarsi la sorpresa del ladro che da anni rubava, facendola sempre franca. «L’ho rincorso e gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri e che lo avrei chiuso dentro la chiesa. “Sono anni che rubi”, gli ho detto. E lui invece mi ha risposto: “No, ho preso solo qualche monetina”».
Dopo aver tentato di rinchiudere il ladro nella chiesa, Pietro P. è stato aggredito. «Gli avevo detto che avrei chiamato i carabinieri e lui mi ha pregato di non farlo. Quando poi ha visto che stavo chiudendo la porta per bloccarlo all’interno, allora si è fatto aggressivo. È riuscito a mettere un piede tra la porta della chiesa e lo stipite e poi con la forza è riuscito ad aprirla. Mi ha spinto poi per terra per guadagnare l’uscita e mi ha strappato di mano il telefonino lanciandolo a distanza».
Il ladro poi è risalito sulla sua utilitaria grigia, fuggendo in direzione di Olmi. «Ma sono riuscito a prendere nota della targa», continua il sacrestano «che poi ho subito consegnato ai carabinieri, intervenuti prontamente sul posto, dopo aver chiamato il 112».
I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per risalire all’identità del ladro. «Ho fornito targa e tipo di auto. È un italiano di circa 60 anni e ho anche descritto com’era vestito».
Per il sacrestano-detective la soddisfazione di aver individuato il ladro delle offerte. «Ha avuto la sfrontatezza di dirmi di non denunciarlo perché aveva rubato soltanto pochi euro. Ma è da mesi che ho iniziato ad insospettirmi di quell’auto che arrivava a metà pomeriggio e sono sicuro che è lo stesso ladro che ha agito negli ultimi tre anni. All’inizio mi accorgevo degli ammanchi. Poi però quelle gocce sono diventate un lago. Troppo anche per una parrocchia piccola come la nostra».
