Comune e Triestina uniti per ripristinare il Rocco: il rientro dell’Unione è programmato per il 15 ottobre
TRIESTE Dopo una settimana di tensione generata dall’impraticabilità del manto erboso del Rocco Comune e Triestina rinsaldano il dialogo. Per ritrovare una piena collaborazione e magari evitare possibili contenziosi il Comune ha in primis risolto il vulnus sulla responsabilità attribuita a caldo dall’assessore Rossi alla Triestina per le condizioni del manto erboso a causa degli allenamenti.
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Il sindaco ha poi dato rassicurazioni sul ripristino dell’erba con il coinvolgimento anche del consulente agronomo alabardato e infine ha indicato come un’eventuale finale play-off al Rocco sarà prioritaria rispetto ai concerti programmati a inizio giugno.
Piena collaborazione tra le parti dunque tanto che gli esiti dell’incontro di martedì sera nel salotto Azzurro (il sindaco Dipiazza, l’assessore Lodi e il Dg Lorenzut per il Comune, il gm Alex Menta e il club manager Gianbattista Domestici per l’Unione) sono stati resi pubblici in una nota congiunta.
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L’interesse è comune: da una parte sistemare la questione Rocco il prima possibile per ammortizzare una scabrosa frizione politica e dall’altra il club vuole tornare il prima possibile alla normalità garantendo la sicurezza dei giocatori e riportando nel suo stadio la squadra e il pubblico.
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«La nuova proprietà della Triestina - si legge nella nota - ha manifestato la volontà di riavvicinare la squadra alla tifoseria, al territorio e alle persone, trovando nelle pubbliche istituzioni e in particolare nel Comune la medesima volontà e riferimenti disponibili, pronti al dialogo e al confronto costruttivo. Relativamente alla situazione del manto erboso del Rocco, su cui si sta già intervenendo per il suo ottimale ripristino, l’amministrazione comunale ha rilevato che il grave deterioramento non è direttamente imputabile alla sessione straordinaria di allenamento della Triestina, ma da aspetti tecnici inerenti le procedure di ripristino al vaglio degli agronomi dell’Amministrazione comunale e della Società».
Insomma la virata è netta rispetto alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore Giorgio Rossi (non presente all’incontro) che aveva scaricato parte della responsabilità sugli allenamenti dell’Unione.
Il comunicato non specifica che cosa si intenda per “ottimale ripristino” ma al momento si è deciso con i tecnici di lavorare sul manto erboso esistente con verifiche work in progress. Una nuova rizollatura completa non è all’ordine del giorno.
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L’intervento dovrebbe concludersi in un mese e il ritorno della Triestina al Rocco è previsto per il 15 ottobre. L’esilio forzato, salvo intoppi, dunque è destinato a due gare. L’ultima questione riguarda le possibili sovrapposizioni di eventi (concerti) nella post season.
«La società - continua la nota - ha ricevuto rassicurazioni dal Comune sul fatto che si sta già lavorando a soluzioni tali per poter permettere alla squadra di disputare le gare in casa. Il Comune di Trieste terrà costantemente informata la Società a riguardo. Memori di questa esperienza, la Società ed il Comune condivideranno una accurata programmazione degli eventuali diversi eventi che dovessero essere ospitati presso lo Stadio. Tutto ciò tenendo in primaria considerazione gli impegni sportivi del club».
Insomma la linea del dialogo è stata ripristinata e questo è un aspetto positivo. Resta aperta la frizione che si è creata con i tifosi dell’Unione ai quali il club ha dedicato l’ultima parte della nota nella quale la Triestina calcio «desidera ringraziare i tifosi, chiedendo loro di continuare a sostenere il club e la squadra anche se temporaneamente in una “casa diversa”, in attesa di riuscire a superare anche questa nuova ed inaspettata sfida».
Una sfida che resta aperta perché il ripristino del terreno di gioco dovrà funzionare entro i tempi programmati. Sono già pesanti infatti i disagi e i costi affrontati da club e supporter per la gara di sabato a Fontanafredda con la Pro Vercelli e per quella dell’1 ottobre con il Mantova.
Ma il 22 ottobre l’Unione ospiterà il Vicenza. Questioni logistiche, di sicurezza e soprattutto di campanilismo indicano quella come una dead-line da non valicare. Insomma la sfida si deciderà più che mai sul campo. Anzi sull’erba. —
