Minacce all’ex compagna: «Ti ammazzo e do fuoco al bar»
L’ha minacciata di morte, ha detto che avrebbe dato fuoco al suo bar, o che l’avrebbe devastato, è arrivato perfino a farla scendere dall’auto di cui lui era alla guida, salvo ripartire mentre lei era ancora intenta a prendere la borsa. L’ha fatta così cadere a terra e finire all’ospedale a causa del trascinamento sull’asfalto. Ora però è finito nei guai. Indagato per maltrattamenti e atti persecutori l’uomo, un 47enne del Piovese, ha l’obbligo di mantenersi a non meno di 300 metri dalla donna.
I poliziotti della sezione fasce deboli della Squadra Mobile, condotta da Carlo Pagano, hanno infatti dato esecuzione a un’ordinanza cautelare di divieto di avvicinamento emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Padova Laura Alcaro su richiesta del pm Sergio Dini, titolare dell’inchiesta.
Negli ultimi due anni il 47enne avrebbe ripetutamente minacciato e perseguitato la compagna convivente una 46enne padovana. L’avrebbe ingiuriata abitualmente, anche in presenza di altre persone e all’interno del bar della donna. L’avrebbe minacciata, anche di morte, e tenuto comportamenti violenti e aggressivi. Ad esempio afferrandola per i capelli e sputandole addosso. Inoltre nell’ultimo periodo l’avrebbe assillata con messaggi e telefonate, creandole uno stato costante di ansia e paura.
Le indagini sono scattate in seguito al racconto fatto dalla donna ai poliziotti lo scorso mese di luglio, in seguito a un ennesimo litigio avvenuto appena il giorno precedente a ridosso di un’area di servizio. Litigio che aveva necessitato dell’intervento di una pattuglia della Polizia Stradale. Dopo aver costretto la compagna e i di lei minori a scendere dall’auto, l’uomo era ripartito mentre la donna si trovava ancora parzialmente all’interno del veicolo, facendola cadere rovinosamente a terra e provocandole diverse escoriazioni da trascinamento.
A riguardo sono stati sentiti diversi testimoni, comprese alcune colleghe di lavoro della vittima, una delle quali ha raccontato di aver persino dato le dimissioni dal bar a causa del clima molto pesante creatosi da tempo. Nel locale infatti si verificavano spesso episodi caratterizzati da aggressività, non solo verbale, da parte dell’indagato, intenzionato a impedire alla compagna di proseguire l’attività lavorativa. Si presentava al bar apparentemente tranquillo ma poi andava facilmente in escandescenza. E poi minacciava i clienti. A uno aveva minacciato di spaccargli le gambe sol perché lo aveva notato a fianco alla compagna.
Dopo l’episodio di luglio, la donna ha confidato alla polizia di temere non soltanto ulteriori irruzioni sul luogo di lavoro, ma anche gesti inconsulti. Per questo sono state immediatamente disposte dal Questore delle misure di tutela a protezione della donna, sia nel luogo di lavoro sia presso l’abitazione dei genitori, dove nel frattempo aveva trovato riparo.
Ora l’uomo, pena l’immediato aggravamento della misura, è tenuto a mantenersi a una distanza minima di 300 metri dalla donna e dai luoghi da lei frequentati, con assoluto divieto di rivolgerle la parola e di contattarla telefonicamente o con altro mezzo.
