A Lampedusa sbarchi senza sosta: altri 1.300 migranti da mezzanotte. La Croce Rossa: “Nell’hotspot ci sono oltre 6mila persone”
A Lampedusa proseguono senza sosta gli sbarchi, giorno e notte, in ogni punto dell’isola e l’hotspot è al collasso, ospitando circa 10 volte il numero massimo di ospiti per cui è attrezzato. A partire dalla mezzanotte di mercoledì si contano già circa 1300 migranti arrivati in 29 approdi che vanno ad aggiungersi alle 5.112 persone giunte in 110 sbarchi nelle 24 ore di martedì, numeri record che hanno polverizzato i picchi del passato. “Un flusso inarrestabile“, spiegano i soccorritori impegnati in un vero e proprio tour de force con decine di carrette del mare intercettate nelle acque antistanti l’isola. E nella notte si è consumata una tragedia: un neonato di 5 mesi è morto dopo essere caduto in acqua – attorno alle 4.20 – prima dei soccorsi. Mentre sul molo di sbarco dei migranti si sono registrati momenti di tensione con le forze dell’ordine in mattinata, a causa delle lunghe attese prima del trasferimento nelle strutture di accoglienza.
Il centro di accoglienza al collasso – L’hotspot di Lampedusa ha raggiunto quasi 7mila presenze, ha fatto sapere la Croce Rossa italiana parlando di una “situazione difficile” per la struttura, che ha una capienza massima attorno alle 600 presenze. Sono previsti trasferimenti in giornata e il processo “deve continuare a funzionare” perché “è importante anche sotto il profilo umanitario che l’hotspot non vada oltre una soglia critica di presenze”, ha spiegato sempre la Croce Rossa in una nota. “Cerchiamo di dare priorità alle famiglie, bambini e minori che stanno arrivando. La macchina dei trasferimenti è fondamentale”, spiega Francesca Basile, responsabile Migrazioni della Croce Rossa Italiana.
Previsti fino a 1.500 trasferimenti – La Prefettura di Agrigento, d’intesa con il Viminale, lavora ai trasferimenti per alleggerire la pressione sul centro. “Si stima che oggi possano arrivare fino a 1500 trasferimenti previsti”, spiega Basile. Al momento, al molo commerciale, ci sono decine e decine di migranti, giunti con diverse imbarcazioni, tutti ammassati: sarà impossibile stabilire con quale barchino siano arrivati sull’isola. Soccorritori e forze dell’ordine sono allo stremo: sono stati segnalati altre imbarcazioni in viaggio, ma anche migranti già sbarcati sulla terraferma.
Il sindaco: “Servono interventi strutturali” – Tanto che il sindaco di Lampedusa è tornato ad appellarsi al governo e all’Europa: “Qui siamo tutti stanchi e provati sia fisicamente che psicologicamente, la situazione sta diventando ingestibile e insostenibile”, ha detto Filippo Mannino all’Adnkronos. “La gente si accalca per salire sul bus della Croce Rossa. Sono immagini che fanno male”, dice con amarezza il primo cittadino. “Adesso l’importante è superare questa fase dove c’è un’umanità che chiede aiuto: sono arrivate circa 7mila persone, oltre 100 sbarchi – aggiunge – Poi il governo deve prendere provvedimenti strutturali e seri, non è possibile continuare in questo modo. Quello che addolora è vedere che mentre l’Italia cerca di far fronte a questa umanità che chiede aiuto l’Europa che chiude tutto”.
I no di Berlino e Parigi ai ricollocamenti – Nelle ore più difficili per l’isola sono arrivate le mosse di Germania e Francia: Berlino ha deciso di sospendere i ricollocamenti dall’Italia, mentre Parigi ha comunicato che rafforzerà i controlli ai confini. Due mosse che hanno provocato la risposta della presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola: “Le soluzioni non possono essere sul piano nazionale ma solo a livello europeo. Penso che non ci siano alte opzioni se non concludere il patto sulla migrazione, i cittadini di tutti i paesi dell’Ue ci hanno chiesto di trovare delle soluzioni”, ha spiegato sottolineando che “a dieci anni di distanza dalla tragedia di Lampedusa non abbiamo ancora fatto abbastanza”. Poco dopo è arrivato il plauso del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’immigrazione è un problema europeo. Deve essere risolto con la partecipazione di tutti i Paesi dell’Ue. E le istituzioni comunitarie devono essere parte della soluzione. Si accelerino i tempi di attuazione degli accordi con i Paesi di origine e di transito”.
Von der Leyen: “Vicino accordo sul patto” – Molto più generico l’intervento della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: “Il nostro lavoro sulla migrazione si basa sulla convinzione che l’unità sia alla nostra portata”, assicurando “sicurezza e umanità. Un accordo sul patto non è mai stato così vicino. Il Parlamento e il Consiglio hanno l’opportunità storica di superarlo. Dimostriamo che l’Europa può gestire la migrazione in modo efficace e compassionevole“, ha detto nel suo discorso sullo Stato dell’Unione all’Eurocamera lanciando l’organizzazione di una Conferenza internazionale sulla lotta al traffico di esseri umani.
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