Il professore del liceo in trasferta a Parigi per lavorare il gesso in una sala del Louvre
Un mantovano a Parigi per lavorare la scagliola (un tipo di gesso) al Louvre. Sembra una storia di qualche secolo fa, di maestranze e botteghe in giro per l’Europa a decorare sale per i sovrani o chiese per gli alti prelati. Invece accade adesso. A partire per la capitale francese è stato Ermanno Poletti, scultore, restauratore e docente di Discipline plastiche e scultoree al liceo artistico “Giulio Romano” che farà parte di un team internazionale di maestri scagliolisti.
Per quattro mesi saranno all’opera per ripristinare una sala che, prima della rivoluzione francese, era stata dell’appartamento di Maria Teresa d’Austria, poi destinata a altre funzioni. Ora il ministero della cultura e la direzione del museo vogliono riproporla com’era. «La scagliola è una tecnica di fine Cinquecento, povera, che veniva utilizzata dove non si aveva la possibilità di avere il marmo - spiega Poletti - Si è diffusa in tutt’Europa grazie ai Maestri Comacini, allora era più economica, poi è andata quasi a sparire. Oggi siamo rimasti in pochissimi e la situazione si è quasi ribaltata. Finora ho partecipato a dei restauri, anche all’estero, ma mai a un lavoro così importante come questo».
Poletti, classe 1973, all’Accademia di Brera ha avuto come insegnante Bruno Gandola, esperto scagliolista di scuola Intelvese che ha affianca per anni al corso di tecniche murarie e dei materiali. Successivamente, con la qualifica di Cultore della Materia, Poletti ha tenuto all’Università di Milano il corso di restauro dei beni culturali. «Mi ero avvicinato a questa tecnica per curiosità e per utilizzarla nella mia ricerca artistica di scultore - racconta Poletti - Poi mi sono appassionato e ho seguito dei corsi di Maurizio Feliziani, altro maestro scagliolista. Da allievo sono diventato amico e poi anche collaboratore per alcuni lavori tra cui quello alla cattedrale di Ploiesti in Romania. Ora mi ha chiesto di far parte della squadra per questo progetto di cui è promotore e artefice».
Un’esperienza poco conciliabile con l’insegnamento scolastico: «Per questo devo ringraziare la mia preside Alida Irene Ferrari che ha capito l’importanza del progetto, lo ha ritenuto prestigioso per la scuola e ha fatto di tutto per trovare la soluzione per concedermi questi mesi di aspettativa. Spero di riuscire a fare qualche collegamento online con i miei studenti. Per me la scuola e l’insegnamento sono sempre stati importantissimi. Tornerò il primo giorno del secondo quadrimestre».
Nella squadra di lavoro sono coinvolti anche altri italiani, un francese e un rumeno. «Feliziani ha coinvolto il suo maestro francese, ora ottantenne, ancora attivo, Patrick Tranquart, cui dobbiamo tutti gli insegnamenti del lavoro che ha voluto tramandarci grazie ai corsi che ha tenuto a Venezia e a cui ha partecipato anche Mauro Patrini - spiega Poletti - Poi ci sono un artigiano romeno che vive e lavora in Italia da venticinque anni con lui, Emanuel Sechelaru, e Sara Scarafoni, di Roma, restauratrice che lavora già al Louvre nel settore restauro dipinti, anche lei scagliolista allieva di Maurizio. Sono veramente onorato di far parte di questa squadra fra i migliori maestri scagliolisti al mondo».
