Treviso, bambina di sette anni molestata dallo zio
«No, mamma. Non ti sedere là perché ti farà male come ha fatto male a me questa notte». Quando ha sentito dire quelle parole dalla figlia di 7 anni, la mamma, che s’era appena seduta nel letto, dove lo zio aveva dormito la notte precedente, ha approfondito l’argomento. E così ha scoperto che il cognato, marito di sua sorella, aveva molestato la figlia, toccandole le parti intime, dopo averla portata a letto con sè.
Una brutta storia, quella emersa martedì mattina, in un’aula del tribunale di Treviso, che vede alla sbarra uno straniero dell’Est di 42 anni con l’accusa di atti sessuali con minorenne. Una storia che risale a 11 anni fa e solo mercoledì è approdata per la prima udienza con testi davanti ai giudici del collegio, presieduto da Umberto Donà.
L’inchiesta fu innescata da una querela che i genitori della bambina presentarono in questura qualche mese dopo il fatto avvenuto la notte del 2 novembre del 2012.
A spiegare i retroscena sono stati i genitori della bambina, ora sulla soglia ormai della maggiore età. «Quella sera - ha raccontato la madre in aula - avevamo ospitato a casa mio cognato, il marito di mia sorella. Era andato a prenderlo mio marito a Mestre, dov’era arrivato direttamente dal paese d’origine. Me l’aveva chiesto mia sorella il favore e naturalmente non potevamo dire di note anche perché era stanco dopo un lungo viaggio. Avevamo deciso di metterlo a dormire nella stanza dei bambini, portandoci nella nostra quello più piccolo».
Una testimonianza rotta spesso dalla commozione, quella della donna, che non sa darsi pace della decisione di quella sera di mettere a dormire quell’uomo nella stessa stanza della figlia. «Mai avremmo immaginato - ha continuato la mamma- chi in realtà fosse».
All’indomani, dopo che il marito era partito assieme al cognato per riportarlo a Mestre, dove all’epoca lavorava come muratore, la donna aveva subito intuito dal comportamento della figlia che qualcosa non andava: «Quando sono entrata nella sua stanza e mi sono seduta sul letto dove aveva dormito mio cognato - ha continuato a raccontare in lacrime la donna - mia figlia mi ha detto queste parole che mi hanno gelato il sangue: “No, mamma. Non ti sedere là perché ti farà male come ha fatto male a me questa notte”. Allora le ho chiesto cos’era successo e lei mi ha raccontato tutto. La bambina nella notte aveva freddo e mio cognato le aveva detto di andare nel suo letto che l’avrebbe riscaldata. È a quel punto che ha approfittato per allungare le mani su nostra figlia».
Poi in lacrime ha continuato: «Abbiamo quindi contattato di nuovo nostro cognato e lo abbiamo fatto tornare a casa. Gli abbiamo chiesto, guadandolo negli occhi, cosa avesse fatto su nostra figlia ma lui ha negato tutto».
Da quel giorno, per alcuni mesi, la bambina ha avuto gli incubi notturni: «Si svegliava nel cuore della notte, urlando. Da parte nostra, inizialmente ci siamo rivolti ad una pediatra. Volevamo capire se fosse successo qualcosa di peggio».
La pediatra, sentita in aula, ha confermato di essere stata contattata dalla madre della bambina alcuni mesi dopo: «Era a marzo del 2023 - ha testimoniato in aula la professionista - quando la mamma della bambina s’è rivolta a me. Mi ha raccontato delle molestie subite dalla bambina una notte ad opera dello zio. Era molto agitata. Da parte mia ho controllato che non vi fossero lesioni particolari sulla piccola in modo da rasserenare la madre. Poi è chiaro che avevo l’obbligo di riferire il fatto alle forze dell’ordine».
La famiglia ha presentato in questura nell’aprile del 2013 la querela contro il 42enne per atti sessuali su minorenne. Il processo è stato alla fine rinviato all’aprile del prossimo anno. In aula sarà chiamata la parte offesa, che adesso ha quasi 18 anni. Da parte sua, l’imputato (difeso dall’avvocato Foffani) è tornato nel paese d’origine ed è irreperibile, dopo essere divorziato.
