Piazza Salvemini, una favela dietro la rete: degrado a due passi dalla Cappella degli Scrovegni
Piazzetta Salvemini, una Padova nella Padova a pochi passi dalla Cappella degli Scrovegni, dai Giardini dell’Arena e dal frequentatissimo distretto dell’Usl Euganea 6.
Zona “off limits”, il rischio è a carico del passante.
Esiste un accampamento fatto di materassi, una tenda e tanto degrado, dove vivono immigrati e disperati che scattano subito sull’attenti se per caso “s’invade” la zona. I dipendenti che lavorano negli uffici dell’area sono sconfortati: «Non ci andiamo mai ovviamente», afferma un giovane lavoratore che parla sottovoce per paura di essere sentito o individuato, «quella è gente pericolosa; sconsigliamo a chiunque di transitare in quell’area e suggeriamo di tenersi alla larga , ci sono spacciatori.
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Avvicinarsi è rischioso e insalubre, per terra c’è di tutto, perché ci vivono e credetemi c’è d’aver timore. Ci sentiamo indifesi e inascoltati.
Abbiamo protestato diverse volte ma nulla, tutto resta così. Questa situazione non è normale. Di sgomberi ce ne sono stati, ma poi tutto ritorna uguale se non peggio».
A dargli manforte una collega: «Qui è così e basta. Subiamo tutto questo e ogni giorno rischiamo perché non si sa mai cosa possa fare uno di loro. Sono arrabbiata, perché ci troviamo tra l’altro a pochi metri dalla sede della Polizia Municipale, ma qui forze dell’ordine non ne vediamo.
Questo luogo deve essere nuovamente sgomberato e sigillato prima che possa verificarsi una tragedia».
Una situazione nota e non risolta, che limita la libertà dei cittadini e determina una non fruibilità della piazzetta, che ogni giorno accoglie dipendenti, visitatori e clienti.
Al di là di una rete elettrosaldata c’è una piccola favelas, fatta di uomini giovani e qualche donna: c’è chi dorme sotto un materasso messo in obliquo, chi bivacca dentro e fuori una tenda da campeggio e chi espleta qualsiasi funzione corporale in plein air.
Appena ci si avvicina a quello spazio, scattano immediatamente insulti, sputi e le rimostranze di questi particolari “residenti” pronti a cacciarti in malo modo.
La situazione è palesemente insicura e per questo chi ci lavora, chi ci passa e la città più in generale chiede un intervento di ripristino.
