Stipendi mantovani: siamo sotto la media nazionale e perdiamo posizioni
Con una retribuzione globale media annua di 29.246 euro, la provincia di Mantova si piazza al 49° posto (su 107) nella classifica nazionale degli stipendi. Fatto cento la retribuzione media nazionale annua (comprese le parti variabili), qui siamo a quota 94.4 (mentre a Milano si sale fino a sfiorare quota 120) e rispetto al 2022 abbiamo perso sei posizioni. È la classifica riportata dal quotidiano La Repubblica stilata dal consueto Geography Index di JobPricing, società specializzata in analisi delle retribuzioni, che attraverso un database costruito attraverso il calcolatore dello stipendio giusto (oltre 600mila profili retributivi dei dipendenti nel settore privato) analizza le differenze retributive tra i territori, restituendone una classifica sulla base dei livelli retributivi medi. Considerando la media nazionale del 2022 di 30.830 euro, solo nove regioni si pongono al di sopra con la Lombardia al primo posto seguita da Lazio, Liguria e Trentino-Alto Adige. In coda la Puglia che con 27.261. E per quanto riguarda le province, si possono considerare “fortunate” solo 26 su 107. Se Milano guida la classifica, a testimonianza di quante Italie ci siano nelle buste paga, dalla parte opposta troviamo Ragusa. Significa andare dai 24.129 euro annui lordi della città siciliana, ai 36.952 di quella lombarda. Mantova resta sotto la media nazionale di retribuzione globale annuale mentre la superano province a noi vicine come Brescia (31.291), Cremona (30.903), Verona (31.338).
Guardando sempre la classifica a livello provinciale, alle spalle meneghine si confermano Trieste e Bolzano che vantano, entrambe, stipendi annui sopra i 34mila euro. Tra le più dinamiche spiccano invece i guadagni di Rimini e Fermo, che pure non riescono a superare la media nazionale. Fra i territori a passo di gambero, invece, c’è Mantova con Pistoia, Sondrio e Salerno che arriva a perdere tredici posizioni.
In un contesto generale di crescita delle retribuzioni (il 2022 ha visto un +3,3% se si prendono parti fisse e variabili, comunque ben sotto il livello d’inflazione arrivato all’8,1%) con un leggero avvicinamento di Nord e Sud, secondo l’indagine gli estremi si stanno allontanando. In base al l’indice calcolato da JobPricing la Lombardia era a 107,9 nel 2022 ed è ora a 108,5, quindi più lontana (in alto) dalla media, mentre la Basilicata era a 84,8 ed è ora a 84,5, più lontana, ma in basso, dalla media. Lo stesso discorso vale per Lazio e Liguria, il cui indice sale rispettivamente a 105 e 104,3. Il fatto è che, secondo quanto riportato da Repubblica, spesso per una stessa posizione esistono differenze significative di retribuzione, anche in territori contigui. Indagine che mette in luce un altro gap da sanare nelle disparità salariali, in settimane in cui il salario minimo resta al centro del dibattito politico, con la maggioranza di governo contraria, e tra i motivi della manifestazione nazionale che si terrà il 7 ottobre a Roma e con tutta probabilità anche del successivo sciopero generale preannunciato dalla Cgil.
